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Vannacci cresce ancora e cambia gli equilibri: il vero problema del centrodestra non è il campo largo

Pubblicato: 20/06/2026 12:21

Il dato che colpisce di più nella nuova supermedia Agi/YouTrend non è il sorpasso del campo largo sul centrodestra, né il lieve vantaggio di meno di un punto percentuale che separa le due coalizioni. Il dato politicamente più rilevante è un altro: Roberto Vannacci continua a crescere ed è l’unico leader che, in questa fase, riesce ad aumentare i consensi mentre quasi tutti gli altri arretrano o restano fermi. La fotografia dei sondaggi racconta infatti un sistema quasi immobile: Fratelli d’Italia resta primo partito con il 28,2%, il Pd rimane secondo al 21,7%, il Movimento 5 Stelle perde qualche decimale ma conserva la terza posizione, mentre le forze minori si muovono poco. L’unica vera eccezione è Futuro nazionale, che sale al 4,9% e sfiora ormai la soglia psicologica del 5%.

Il problema non è Schlein

Se si guarda soltanto ai numeri delle coalizioni, il vantaggio del campo largo appare limitato. Il 44,6% ottenuto dall’alleanza che unisce Pd, M5S e Avs supera di appena otto decimi il 43,8% del centrodestra tradizionale. Ma il punto è che questo dato non fotografa il vero rischio per la maggioranza di governo. La crescita di Elly Schlein è praticamente inesistente, il Pd perde addirittura lo 0,1% e anche il Movimento 5 Stelle arretra. Non c’è, almeno per ora, un’ondata progressista in corso. La novità politica è tutta a destra, dove Vannacci continua a raccogliere consensi soprattutto nell’area storicamente vicina alla Lega e nell’elettorato più radicale del centrodestra.

Per mesi la flessione della Lega è stata interpretata come una fase passeggera. Oggi questa lettura appare sempre meno convincente. Se un nuovo soggetto politico riesce nel giro di pochi mesi a sfiorare il 5%, mentre il partito che per anni ha guidato il centrodestra sovranista continua a perdere terreno, significa che una parte dell’elettorato non sta semplicemente protestando: sta cambiando casa politica. È questo il motivo per cui le tensioni interne al partito di Matteo Salvini sono diventate sempre più forti. I governatori del Nord chiedono una linea diversa, mentre il segretario continua a difendere la propria leadership. Sullo sfondo c’è però un dato difficilmente contestabile: oggi il principale concorrente della Lega non è il Pd, ma Vannacci.

La frattura dentro il centrodestra

Paradossalmente la crescita di Futuro nazionale può essere letta in due modi opposti. Da un lato aumenta il consenso complessivo dell’area di destra. Dall’altro però frammenta ulteriormente il quadro politico e apre una competizione interna che rischia di indebolire il centrodestra nel suo complesso. Per Giorgia Meloni la situazione è meno problematica, almeno nell’immediato: Fratelli d’Italia continua a mantenere una distanza enorme rispetto agli alleati e resta il perno indiscusso della coalizione. La vera battaglia si combatte sotto di lei, tra una Lega in difficoltà, Forza Italia che arretra e un Vannacci sempre più determinato a occupare quello spazio politico lasciato scoperto.

È probabilmente questa la notizia più importante che emerge dai sondaggi di questa settimana: il centrodestra non sta perdendo terreno perché avanza la sinistra, ma perché una parte dei suoi elettori sta scegliendo un nuovo protagonista. Il campo largo può intestarsi il sorpasso numerico, ma non ancora una vittoria politica piena. La vera scossa è nell’altra metà del campo, dove Vannacci non si limita più a disturbare la Lega: comincia a mettere in discussione gli equilibri dell’intera coalizione.

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