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Guerra in Iran, primo passo verso la pace: accordo entro 60 giorni, linea diretta su Hormuz e tavolo aperto sul Libano

Pubblicato: 22/06/2026 07:21

Prende forma il primo vero percorso diplomatico dopo mesi di guerra in Medio Oriente. Nella notte si è concluso in Svizzera il primo round dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, con la mediazione di Qatar e Pakistan. Le parti parlano di clima costruttivo e hanno già fissato una roadmap che punta a un accordo definitivo entro sessanta giorni. Sul tavolo non c’è soltanto il futuro dello Stretto di Hormuz, ma anche il cessate il fuoco in Libano, il dossier nucleare iraniano e il progressivo allentamento di alcune restrizioni economiche nei confronti di Teheran.

04:11 – Araghchi: “Progressi sul Libano e beni iraniani sbloccati”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito positivi i risultati del primo incontro. Secondo Teheran, la mediazione di Pakistan e Qatar avrebbe consentito passi avanti verso la stabilizzazione del Libano e avrebbe aperto la strada ad alcune concessioni economiche. L’Iran sostiene che siano state autorizzate deroghe sulle esportazioni di petrolio e prodotti petrolchimici e che parte dei beni congelati all’estero sia stata sbloccata. Araghchi ha inoltre parlato dell’avvio di programmi per la ricostruzione e lo sviluppo nelle aree colpite dal conflitto.

03:35 – I colloqui tecnici continueranno per tutta la settimana
La conclusione del primo round politico non coincide con la fine delle trattative. I mediatori hanno confermato che i gruppi tecnici resteranno in Svizzera per proseguire il confronto sui principali dossier. Le delegazioni lavoreranno nei prossimi giorni sui dettagli relativi alla sicurezza regionale, alle garanzie sul nucleare e alle modalità di attuazione degli accordi preliminari raggiunti durante la notte.

03:27 – Nasce una linea diretta per evitare incidenti nello Stretto di Hormuz
Uno dei risultati più concreti emersi dai negoziati riguarda la creazione di una linea di comunicazione permanente tra le parti. L’obiettivo è prevenire incidenti militari e incomprensioni nello Stretto di Hormuz, il punto strategico attraverso il quale passa una quota decisiva del commercio energetico mondiale. La misura punta a garantire il transito sicuro delle navi commerciali e a scongiurare nuove escalation nella regione.

03:25 – Accordo per una cellula di coordinamento sul Libano
Washington e Teheran hanno inoltre accettato di creare una struttura di coordinamento con il coinvolgimento delle autorità libanesi e dei mediatori internazionali. Il compito sarà monitorare il rispetto della cessazione delle operazioni militari e favorire la tenuta del cessate il fuoco. Si tratta di uno dei primi meccanismi operativi condivisi tra le due parti dall’inizio della crisi.

03:25 – Definita una roadmap: accordo entro sessanta giorni
Il risultato politicamente più importante della notte è probabilmente la definizione di una tabella di marcia. Secondo la dichiarazione finale diffusa da Pakistan e Qatar, il comitato di alto livello ha fissato l’obiettivo di raggiungere un accordo complessivo entro sessanta giorni. La roadmap prevede ulteriori incontri politici e tecnici e rappresenta il primo calendario condiviso dall’inizio della guerra.

03:20 – Mediatori soddisfatti: “Atmosfera positiva e costruttiva”
Pakistan e Qatar hanno annunciato la chiusura della prima sessione negoziale parlando di un clima collaborativo. Un giudizio che lascia intravedere la volontà di entrambe le delegazioni di mantenere aperto il canale diplomatico nonostante mesi di tensioni e scontri indiretti.

02:00 – Il Wall Street Journal critica Trump sulla gestione di Israele
Negli Stati Uniti continua intanto il dibattito politico. Un editoriale del Wall Street Journal ha accusato Donald Trump di scaricare su Israele parte delle responsabilità della crisi per difendere l’accordo che sta cercando di costruire con Teheran. Secondo il quotidiano, il presidente rischierebbe di entrare in collisione con il principale alleato americano nell’area.

01:01 – Washington conferma: si lavora su Hormuz e sul cessate il fuoco in Libano
Un diplomatico statunitense coinvolto nei negoziati aveva anticipato già nella notte che le discussioni stavano ruotando attorno a due questioni centrali: mantenere completamente aperto lo Stretto di Hormuz e garantire il rispetto della tregua in Libano attraverso nuovi meccanismi di prevenzione dei conflitti.

23:35 – Trump: “L’Iran è a pezzi, Hormuz è aperto”
Donald Trump ha rivendicato sui social i risultati ottenuti negli ultimi mesi, sostenendo che l’apparato militare iraniano sarebbe stato fortemente indebolito e che il traffico energetico nello Stretto di Hormuz sarebbe ormai garantito. Il presidente americano ha inoltre attaccato duramente il New York Times, accusandolo di minimizzare i cambiamenti prodotti dalla sua strategia.

22:35 – Axios: progressi anche sul dossier nucleare
Secondo indiscrezioni provenienti dai colloqui svizzeri, le delegazioni avrebbero affrontato non soltanto la questione di Hormuz ma anche gli aspetti legati al programma nucleare iraniano. Fonti diplomatiche parlano di passi avanti e di un confronto giudicato costruttivo.

22:25 – Le trattative proseguite per tutta la notte
Già nella serata di ieri era emerso che i negoziati non si sarebbero fermati dopo il primo incontro formale. Le delegazioni di Stati Uniti, Iran, Pakistan e Qatar hanno continuato a lavorare fino alle prime ore del mattino, gettando le basi per la fase tecnica che accompagnerà i prossimi giorni di trattative in Svizzera.

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