
Il mondo del giornalismo e dell’emittenza televisiva italiana, in particolare quella radicata nel territorio veneto, piange la scomparsa di una delle sue figure più note e apprezzate. Una dolorosa perdita ha colpito la comunità di Abano Terme, in provincia di Padova, dove l’uomo risiedeva da moltissimi anni, e l’intera redazione della storica emittente televisiva. Il decesso è avvenuto nella giornata di lunedì 22 giugno 2026 a causa di alcune complicazioni legate a problemi di salute. La notizia ha suscitato immediato cordoglio tra i colleghi, i telespettatori e i rappresentanti delle istituzioni locali, che hanno voluto ricordare le grandi doti umane e professionali di un uomo che ha dedicato gran parte della sua vita alla comunicazione e alla divulgazione.
Il profilo di un professionista stimato
La persona scomparsa all’età di 81 anni risponde al nome di Vito Monaco, storico direttore e volto simbolo del panorama televisivo del Nordest. Sebbene avesse origini pugliesi, Monaco aveva scelto il Padovano come sua terra d’adozione ormai da tantissimo tempo. Proprio nella città del Santo aveva portato a compimento gli studi accademici, conseguendo la laurea in Lettere e filosofia. Questo percorso di studi lo aveva condotto inizialmente verso il mondo della scuola, dove aveva lavorato per qualche tempo come insegnante, una professione che avrebbe profondamente influenzato il suo approccio comunicativo negli anni successivi. La svolta professionale arrivò negli anni Novanta, periodo in cui decise di intraprendere con successo la carriera nel giornalismo e sul piccolo schermo.
Nel corso della sua lunga esperienza nel settore radiotelevisivo, Vito Monaco ha ricoperto ruoli di grandissima responsabilità e prestigio. È stato infatti il direttore di Serenissima TV prima di assumere la guida di Canale Italia, emittente all’interno della quale è diventato un vero e proprio punto di riferimento per il pubblico a casa. Oltre a gestire il coordinamento giornalistico delle redazioni, Monaco era un volto amatissimo grazie alla conduzione di numerosi programmi di approfondimento dedicati alla politica e all’attualità. La grande popolarità era legata anche alla sua presenza fissa al timone di Calciolandia, una seguitissima trasmissione sportiva attraverso la quale riusciva a coniugare la passione per il calcio con uno stile di conduzione sempre garbato, preciso e accessibile a chiunque.
Il ricordo delle istituzioni venete
La scomparsa del direttore ha lasciato un vuoto profondo e sono state numerose le autorità che hanno voluto esprimere il proprio dolore. Il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, ha sottolineato come nello stile giornalistico di Vito Monaco emergesse costantemente il suo passato da insegnante, evidenziando la capacità del conduttore di rendere semplici e comprensibili anche i temi più complessi della politica e dell’attualità. Stefani ha inoltre condiviso un ricordo intimo, svelando che Monaco fu in assoluto il primo giornalista a intervistarlo all’inizio della sua carriera politica. Anche il presidente del Consiglio regionale, Luca Zaia, ha espresso parole di profonda stima, definendolo un professionista preparato, diretto e curioso, che ha dimostrato una straordinaria forza d’animo continuando a parlare al suo pubblico e a svolgere il proprio mestiere fino all’ultimo momento.


