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Acque minerali in bottiglia, il nuovo divieto Ue sulle confezioni: cosa prevede

Pubblicato: 30/06/2026 17:26

Dal 12 agosto entrerà in vigore il Regolamento Ue 2025/40 sugli imballaggi e sui rifiuti da imballaggio, conosciuto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation). È una delle misure con cui l’Unione europea punta a ridurre la quantità di rifiuti prodotti e ad aumentare la riciclabilità degli imballaggi usati ogni giorno dai consumatori.

Tra gli effetti più concreti della nuova normativa ci sono quelli che riguardano un settore centrale in Italia: quello delle acque minerali. Le regole toccheranno alcune confezioni molto comuni nei supermercati, come i multipack da sei bottiglie da un litro e mezzo avvolti nella plastica e dotati di maniglia per il trasporto.

Le confezioni nel mirino del regolamento europeo

Bottiglie di acqua minerale in un supermercato

Il punto del regolamento è chiaro: limitare l’utilizzo di determinati imballaggi in plastica, spingendo al tempo stesso verso soluzioni considerate più sostenibili e più facili da riciclare.

Un cambiamento che non riguarda solo i produttori: coinvolgerà direttamente anche distribuzione e consumatori, chiamati ad adeguarsi alle nuove regole nei prossimi mesi.

Le preoccupazioni del settore: «servono tempi certi»

Scaffale del supermercato con confezioni di acqua minerale

Sul tema sono intervenute anche le associazioni di categoria. “Abbiamo avuto diverse interlocuzioni con i funzionari europei, facendo presente che la confezione con il manico agevola la portabilità delle bottiglie e assicura maggior sicurezza perché protegge le bottiglie – ha detto a La Verità Ettore Fortuna, vicepresidente di Mineracqua, la Federazione italiana delle industrie delle acque minerali -. Ci hanno detto che la norma sarà corretta ma ancora non abbiamo visto niente di scritto. Possibile che non si rendano conto che l’industria ha bisogno di programmare, i cambiamenti non possono arrivare a ridosso della data di entrata in vigore”.

Il nodo, insomma, non è solo ambientale: è anche organizzativo. Le aziende chiedono chiarezza e, soprattutto, tempi utili per pianificare la produzione e la logistica senza trovarsi a rincorrere decisioni che arrivano all’ultimo momento.

Perché in Italia l’impatto può essere più forte

La questione pesa in modo particolare nel nostro Paese, dove il consumo di acqua minerale resta tra i più alti d’Europa. Secondo i dati del settore, ogni famiglia italiana consuma mediamente circa 273 litri di acqua minerale all’anno.

In termini pratici, con i classici pacchi da sei bottiglie da un litro e mezzo, significa acquistare mediamente tra i sette e gli otto multipack al mese: ecco perché qualsiasi modifica alle confezioni più diffuse rischia di farsi notare subito sugli scaffali e nelle abitudini quotidiane.

Dal 2029 la cauzione sulle bottiglie (se non si arriva al 90% di raccolta)

Le novità non si fermano agli imballaggi. Un ulteriore passaggio è previsto dal 2029, quando scatterà il sistema della cauzione sulle bottiglie di plastica nei Paesi che non riusciranno a raggiungere il target del 90% di raccolta.

Il meccanismo è quello del deposito: il consumatore versa una somma aggiuntiva al momento dell’acquisto e la riceve indietro quando riconsegna la bottiglia vuota nei punti di raccolta previsti.

Italia al 70% di raccolta: i numeri e il confronto con altri Paesi

Per quanto riguarda l’Italia, da anni i risultati sulla raccolta differenziata sono significativi, con percentuali intorno al 70%. In altri Paesi europei, invece, i livelli sono più bassi: in Francia, per esempio, la raccolta delle bottiglie di plastica si ferma tra il 35% e il 37%.

L’applicazione delle nuove norme europee sarà quindi osservata nei prossimi anni: l’obiettivo è verificare se i Paesi riusciranno a raggiungere i traguardi fissati dall’Unione europea in materia di sostenibilità e riduzione dei rifiuti.

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