
La riforma della legge elettorale si arena sulle preferenze. Il vertice tra gli sherpa del centrodestra si è concluso con un nulla di fatto, certificando la distanza tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia su uno dei punti più delicati del nuovo sistema di voto. Lo stallo rischia ora di rallentare l’iter parlamentare della riforma, con l’ipotesi di un rinvio dell’approdo in Aula al 13 luglio.
Scontro sulle preferenze
Il nodo resta la proposta di Fratelli d’Italia, sostenuta da Giovanni Donzelli, di introdurre le preferenze nel nuovo sistema elettorale. Una soluzione che ha trovato il muro della Lega, che avrebbe respinto senza aperture qualsiasi modifica in questo senso.
Alla posizione del Carroccio si è affiancata anche Forza Italia, pronta, secondo quanto trapela, a presentare emendamenti destinati a cancellare il meccanismo del recupero del miglior perdente qualora FdI decidesse di insistere sulle preferenze. Un braccio di ferro che rischia di compromettere l’intera riforma.

Il peso del caso Vannacci
A complicare ulteriormente il quadro c’è il confronto politico con Roberto Vannacci e Futuro nazionale. A Palazzo Chigi non sarebbero piaciute le recenti dichiarazioni dell’ex generale, che aveva invitato Giorgia Meloni a “tirare fuori gli attributi” proprio sulla questione delle preferenze.
All’interno di Fratelli d’Italia restano inoltre forti perplessità su un eventuale accordo con Vannacci. Diversi dirigenti temono che un’intesa possa favorire una migrazione di amministratori e dirigenti locali verso il nuovo soggetto politico, mentre altri esponenti del partito ritengono incompatibili le rispettive posizioni, soprattutto sul piano della politica estera.
La partita del Quirinale
Dietro il confronto sulla legge elettorale continua a pesare anche la prospettiva della futura elezione del presidente della Repubblica. All’interno della maggioranza cresce infatti la convinzione che mantenere l’attuale sistema elettorale potrebbe consentire a Fratelli d’Italia di rinviare a dopo le prossime elezioni ogni eventuale accordo con Vannacci, lasciando maggiore libertà nella successiva partita per il Quirinale.
Nel frattempo anche Forza Italia continua a manifestare una crescente indisponibilità verso qualsiasi ipotesi di alleanza con l’ex generale, una posizione condivisa da Noi Moderati. Anche nella Lega, infine, resta aperto il tema della convivenza con un soggetto politico che potrebbe contendere voti nello stesso bacino elettorale.
Le trattative proseguiranno nelle prossime ore, con Fratelli d’Italia impegnata a studiare possibili mediazioni, tra cui l’ipotesi di mantenere uno, due o tre candidati bloccati nelle liste. Per il momento, però, la riforma della legge elettorale resta impantanata nelle divisioni della stessa maggioranza.


