
Ospite del Filming Italy Sardegna Festival, Romina Power si è raccontata in una lunga intervista, ripercorrendo alcuni dei capitoli più importanti della sua vita privata e artistica. Dall’amore per la spiritualità al rapporto con Al Bano, fino al dolore mai superato per la scomparsa della figlia Ylenia, la cantante ha condiviso riflessioni intime che confermano il suo particolare modo di guardare alla vita.
Uno dei temi più delicati affrontati è stato quello della figlia Ylenia Carrisi, scomparsa a New Orleans alla fine del 1993. Nonostante nel 2014 il Tribunale di Brindisi ne abbia dichiarato la morte presunta, Romina continua a coltivare la speranza di poterla riabbracciare. «È viva, ne sono convinta. È da qualche parte nel mondo e la sto ancora aspettando a braccia aperte», ha dichiarato, aggiungendo di aver parlato con «un prete che ha il dono di vedere oltre» che le avrebbe confermato tutto.

Una convinzione che da sempre la distingue dall’ex marito Al Bano Carrisi, il quale negli anni ha invece accettato l’ipotesi della morte della figlia. Romina, al contrario, non ha mai smesso di credere che Ylenia possa essere ancora viva e considera questa speranza una parte fondamentale del proprio percorso personale.
Nel corso dell’intervista, l’artista ha parlato anche del rapporto con Al Bano, con il quale ha condiviso quasi trent’anni di vita e una delle coppie artistiche più amate della musica italiana. Dal loro matrimonio, durato dal 1970 al 1999, sono nati quattro figli: Ylenia, Yari, Cristel e Romina Jr.
Nonostante la separazione, i due continuano a esibirsi insieme con successo in numerosi Paesi del mondo. «Sul palco tra noi va tutto bene, non c’è tempo di litigare», ha spiegato Romina, sottolineando come le loro voci continuino a fondersi con naturalezza. Ha ricordato inoltre il grande affetto ricevuto all’estero, dalla Russia al Sud America, passando per Spagna, Polonia e Iran, dove migliaia di fan li hanno accolti con entusiasmo.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla spiritualità, elemento che accompagna Romina Power da molti anni. La cantante ha raccontato di sentirsi profondamente legata al buddhismo e di credere nella reincarnazione, arrivando ad affermare di avere la sensazione di aver vissuto una vita precedente in India, Paese che considera fondamentale nel proprio percorso umano.
Proprio l’India, ha spiegato, rappresenta il viaggio che più ha segnato la sua esistenza. Qui ha realizzato il mediometraggio Upaya insieme al figlio e ha coltivato il desiderio di una vita più contemplativa. «Da bambina pensavo persino di farmi suora», ha raccontato, spiegando però di non aver mai avuto il carattere necessario per intraprendere quella strada. Oggi il buddhismo, ha aggiunto, le offre soprattutto serenità ed equilibrio.
Romina ha infine parlato del Festival di Sanremo, manifestazione che, nonostante i numerosi successi ottenuti in passato, non rimpiange particolarmente. «Mi diverte di più guardarlo da casa che partecipare», ha confessato, spiegando di non aver mai apprezzato il clima competitivo e la pressione che caratterizzano la kermesse.
Secondo l’artista, la musica dovrebbe essere uno strumento di condivisione e non una competizione tra canzoni. Per questo guarda con maggiore affetto a eventi simbolici come il Festival di Woodstock, che considera l’espressione di una musica capace di unire le persone. Un pensiero che riflette la filosofia di vita di Romina Power, da sempre orientata alla ricerca della pace interiore e del dialogo.


