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Onu, l’organizzazione è in crisi: “I soldi sono finiti, servono le donazioni per sopravvivere”

Pubblicato: 01/07/2026 19:14

Le Nazioni Unite hanno annunciato che le risorse disponibili potrebbero esaurirsi già nel mese di agosto, con il rischio di arrivare a fine anno con un bilancio praticamente azzerato. A riferirlo è Chandramouli Ramanathan, sottosegretario generale dell’Onu per la pianificazione dei programmi e la gestione del bilancio, che ha descritto una situazione di forte tensione finanziaria interna.

Una crisi di liquidità senza precedenti recenti

Secondo quanto comunicato, l’organizzazione sta già operando con disponibilità ridotte e non avrebbe liquidità sufficiente per garantire il normale funzionamento oltre agosto e settembre. L’Onu avrebbe quindi avviato un regime di forte contenimento della spesa, in attesa di nuove entrate e contributi volontari dagli Stati membri per evitare un blocco delle attività.

Il peso dei ritardi nei contributi degli Stati membri

Alla base della crisi ci sarebbero i ritardi nei versamenti di alcuni dei principali Paesi contributori. Tra questi figurano gli Stati Uniti e la Cina, che insieme rappresentano circa il 42% del bilancio dell’organizzazione. Secondo i dati citati, Washington risulterebbe in arretrato per miliardi di dollari, mentre Pechino avrebbe accumulato debiti sia sul bilancio ordinario sia sulle operazioni di peacekeeping e su altri programmi internazionali.

L’impatto sulle attività dell’organizzazione

La possibile mancanza di fondi mette a rischio la capacità operativa dell’Onu, che già in precedenza aveva segnalato difficoltà strutturali nella gestione del proprio bilancio. In uno scenario di riduzione drastica delle risorse, l’organizzazione potrebbe essere costretta a tagliare programmi e attività, mantenendo solo le funzioni essenziali.

Un equilibrio finanziario sempre più fragile

La situazione evidenzia una fragilità crescente del sistema di finanziamento delle Nazioni Unite, basato in larga parte sui contributi obbligatori degli Stati membri. Senza un rapido rientro dei pagamenti arretrati o nuove forme di sostegno, l’Onu rischia di entrare in una fase di forte ridimensionamento operativo entro la fine dell’anno.

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