
Un forte terremoto ha colpito la Grecia nel primo pomeriggio di oggi, giovedì 2 luglio. La scossa, registrata alle 14:06 ora locale (13:06 in Italia), ha avuto una magnitudo di 5.3 ed è stata localizzata in mare davanti alle coste delle Isole del Dodecaneso, con un ipocentro di appena 11 chilometri di profondità.
Il sisma è stato avvertito distintamente dalla popolazione delle isole vicine proprio a causa della sua modesta profondità, che ha consentito alle onde sismiche di raggiungere rapidamente la superficie. Al momento non risultano danni a persone o cose, mentre le autorità continuano a monitorare la situazione.
Perché il Dodecaneso è una delle aree più sismiche d’Europa
L’arcipelago del Dodecaneso si trova in una delle aree geologicamente più attive dell’intero Mar Mediterraneo. Qui la placca africana continua lentamente a spingersi verso nord entrando in contatto con la placca euroasiatica, un movimento che accumula nel tempo enormi tensioni all’interno della crosta terrestre.
A rendere ancora più complesso il quadro contribuisce anche la microplacca egea, che si muove in modo autonomo generando una fitta rete di faglie attive. Proprio questa particolare configurazione fa della Grecia il Paese europeo con il maggior numero di terremoti registrati ogni anno, tanto che oltre la metà dell’energia sismica rilasciata nel continente viene prodotta proprio nell’area ellenica.
Le faglie sottomarine e il rischio di forti terremoti
Il tratto di mare compreso tra Rodi, Kos, Karpathos e le altre isole del Dodecaneso è attraversato da numerose faglie attive, responsabili della maggior parte dei terremoti che interessano questa regione. Nella maggior parte dei casi gli epicentri si trovano proprio sotto il fondale marino, come accaduto anche oggi.
Quando la rottura delle faglie avviene a profondità ridotta, le onde sismiche arrivano con maggiore intensità in superficie e la scossa viene percepita più chiaramente dalle popolazioni costiere, pur senza necessariamente provocare danni.
Il precedente del terremoto di Kos del 2017
Tra gli episodi più significativi degli ultimi anni figura il terremoto di Kos del luglio 2017, che raggiunse una magnitudo di circa 6.6. In quell’occasione il sisma provocò due vittime, centinaia di feriti e ingenti danni agli edifici storici e alle infrastrutture dell’isola, oltre a piccoli fenomeni di maremoto lungo alcune coste.
Anche il terremoto registrato oggi conferma l’elevata attività sismica del Mediterraneo orientale, una regione costantemente monitorata dagli esperti proprio per la presenza di faglie capaci di generare eventi di intensità ben superiore rispetto a quello odierno.


