
A distanza di anni dalla scomparsa di Silvio Berlusconi, continuano ad emergere ricordi e testimonianze sulla sua vita privata. A raccontare un retroscena inedito è Anna La Rosa, storica giornalista e conduttrice di TeleCamere, che in un’intervista al Corriere della Sera ha ripercorso il rapporto professionale avuto con l’ex presidente del Consiglio, soffermandosi anche sul periodo della malattia e sulla solitudine che, a suo dire, lo avrebbe accompagnato negli ultimi anni.
Il regalo dell’orologio e il paragone con Bruno Vespa
Nel ricordare gli anni trascorsi alla guida di TeleCamere, Anna La Rosa ha raccontato di conservare ancora un orologio ricevuto in regalo da Silvio Berlusconi, un oggetto al quale è rimasta particolarmente legata. “Quando lo indosso mi sento invincibile”, ha dichiarato la giornalista.
La conduttrice è tornata anche su un’etichetta che per lungo tempo le è stata attribuita e che non ha mai apprezzato: quella di essere “la Vespa in gonnella”. Un paragone che ha sempre respinto. “Detestavo essere definita la Vespa in gonnella. Oltretutto Bruno è arrivato 4 o 5 anni dopo di me”, ha spiegato.
Il racconto sulla malattia e la solitudine
Nel corso dell’intervista, Anna La Rosa ha ricordato anche gli incontri avuti con Berlusconi durante le numerose interviste realizzate negli anni, descrivendo un uomo diverso da quello mostrato pubblicamente. “Era un uomo molto solo. In Sardegna non andava a trovarlo mai nessuno”, ha raccontato, precisando che il riferimento era alla famiglia.
Secondo la giornalista, un momento avrebbe segnato profondamente la vita dell’ex leader di Forza Italia. “Dopo la morte di mamma Rosa non è stato più lo stesso”, ha affermato.
La domanda sulla salute e la risposta di Berlusconi
Anna La Rosa ha infine ricordato il periodo in cui iniziarono a circolare numerose indiscrezioni sulle condizioni di salute di Berlusconi. Durante una delle interviste decise di affrontare direttamente l’argomento.
“Presidente, non vuole rassicurare i suoi elettori?”, gli chiese. La risposta dell’ex premier arrivò senza esitazioni: “Grazie per questa domanda, dottoressa. Sto benissimo e vincerò le elezioni, alla faccia dei gufi della sinistra”.


