
Il panorama politico della destra radicale italiana si arricchisce di una figura di rilievo che ha recentemente deciso di esporsi pubblicamente a sostegno di Roberto Vannacci. Questo nuovo innesto rappresenta un elemento di notevole peso specifico, non tanto per la quantità di seguaci che riesce a muovere direttamente sui canali social, quanto per il suo fitto intreccio di relazioni passate e presenti che attraversano i servizi segreti, la diplomazia internazionale e alcuni dei capitoli più controversi della storia giudiziaria e istituzionale del Paese. L’adesione formale a questo progetto politico, sancita attraverso la condivisione sui social del link per entrare nel gruppo privato dedicato all’ex generale della Folgore, segna un passo significativo nel consolidamento di una rete di consensi che si muove parallelamente ai canali di parti tradizionali, richiamando dinamiche di crescita digitale che ricordano le prime fasi di ascesa di altri leader della destra italiana.
Il profilo dell’ufficiale in congedo
L’uomo che ha deciso di fare da testimonial al progetto politico è Fausto Del Vecchio, colonnello dei carabinieri in congedo e attuale presidente della sezione di Roma Fiumicino dell’Associazione nazionale carabinieri. Oltre a ricoprire questo ruolo di rappresentanza istituzionale all’interno della comunità dell’Arma, è anche il fondatore del Museo storico dei carabinieri intitolato alla memoria di suo padre. L’avvicinamento tra l’ex ufficiale e l’autore del bestseller Il mondo al contrario non è un evento improvviso, ma il culmine di un percorso iniziato già da qualche tempo. Le prime interazioni pubbliche risalgono infatti ad alcuni incontri avvenuti in occasione della presentazione del libro, ma è solo di recente che il sostegno si è trasformato in un esplicito e attivo arruolamento digitale volto a catalizzare l’attenzione dei simpatizzanti sul web.
I saluti nostalgici e le polemiche
A far discutere l’opinione pubblica e gli analisti politici sono state in particolare alcune immagini e dichiarazioni apparse sui profili social di Fausto Del Vecchio. In uno scatto che lo ritrae mentre stringe la mano a Roberto Vannacci, l’ex ufficiale ha inserito una didascalia che recita Decima Comandante!!!. Questa specifica espressione ha sollevato forti perplessità poiché differisce dal consueto cerimoniale dei paracadutisti militari e coincide in modo speculare con il saluto storicamente utilizzato dai membri della X Mas di Junio Valerio Borghese, la nota formazione militare che collaborò con i fascisti della Repubblica sociale di Salò e con le forze naziste durante i conflitti antipartigiani nel Nord Italia. La passione dell’uomo per la storia e per le rievocazioni d’epoca è d’altronde testimoniata da altre immagini presenti sui suoi canali, che lo mostrano persino in divisa tedesca durante una manifestazione storica nel Lazio.
I legami con la diplomazia statunitense
Al di là delle suggestioni storiche e ideologiche, la figura di Fausto Del Vecchio attira l’attenzione per la fitta rete di contatti internazionali che potrebbe mettere a disposizione della causa politica. L’ex colonnello è infatti un ospite ricorrente ai ricevimenti e alle celebrazioni organizzate a Roma dalla diplomazia di Washington e dal corpo dei Marine. Tra le sue relazioni pubbliche spiccano incontri formali con l’ex ambasciatore americano Lewis Michael Eisenberg e con esponenti del Secret service statunitense in visita in Italia. Il punto più alto di queste relazioni istituzionali è documentato da uno scatto che lo ritrae insieme all’ex presidente degli Stati Uniti George W. Bush, un privilegio raramente concesso a funzionari della sicurezza interna.
La fedeltà assoluta al capo del Sisde
La carriera professionale dell’uomo è stata profondamente segnata dalla sua militanza all’interno del Sisde, il servizio segreto civile italiano poi sciolto nel corso della riforma del 2007. In quel contesto, l’ufficiale è diventato uno dei collaboratori più stretti e fedeli di Bruno Contrada, ex numero due dell’intelligence civile. Questo legame di profonda stima e vicinanza non è mai venuto meno, resistendo anche alla complessa vicenda giudiziaria che ha visto Contrada condannato a dieci anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Fausto Del Vecchio ha continuato a frequentare e sostenere pubblicamente il suo antico superiore fino agli ultimi mesi di vita, rivendicando sui social l’onore della vecchia intelligence e raccogliendo il cordoglio della comunità degli ex agenti alla scomparsa di Contrada.
I misteri della storia d’Italia
La biografia dell’ex colonnello si incrocia inevitabilmente con alcuni degli snodi più oscuri e affascinanti della cronaca nazionale. Il suo nome compare nei resoconti dei primi anni novanta, quando partecipò a una celebre cena natalizia in cui Bruno Contrada sedeva proprio accanto al magistrato Antonio Di Pietro, nel pieno della tempesta giudiziaria di Mani pulite e a pochissimi giorni dall’arresto dello stesso capo del Sisde. Più di recente, il nome dell’ufficiale è emerso anche nelle audizioni della Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Davanti ai parlamentari è stato infatti riferito come l’ex agente segreto avesse svolto un ruolo di mediazione per organizzare un delicato incontro tra il faccendiere Flavio Carboni e un importante prelato della Santa Sede, confermando una straordinaria capacità di muoversi dietro le quinte del potere istituzionale italiano.


