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“Se leggete questo messaggio…”. Pasquale scomparso da 5 anni, la svolta clamorosa

Pubblicato: 04/07/2026 10:26

A cinque anni dalla scomparsa di Pasquale Lamberti, imprenditore di Besate, nel Milanese, l’inchiesta registra una svolta. La Direzione Distrettuale Antimafia ha iscritto nel registro degli indagati tre persone con l’accusa di omicidio e soppressione di cadavere, riaprendo uno dei casi più complessi degli ultimi anni.

Gli indagati sono Renato Mandaglio, 59 anni, la sua compagna Emanuela Calvi e Claudio Mancini, originario di Campobasso e già detenuto da circa un anno per bancarotta fraudolenta e reati tributari. Nei giorni scorsi Mandaglio e Calvi sono stati ascoltati dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, ma hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i tre avrebbero agito con il supporto di alcuni esponenti del clan Bruzzaniti, organizzazione ritenuta legata alla ‘ndrangheta. Gli investigatori ipotizzano che il delitto sia stato pianificato e portato a termine con il coinvolgimento di più persone.

L’inchiesta attribuisce a Claudio Mancini il ruolo di presunto mandante dell’omicidio. Il rapporto con Mandaglio sarebbe nato dopo un incarico di lavoro affidato all’uomo, circostanza che, secondo gli investigatori, avrebbe dato origine ai contatti sfociati poi nel presunto piano criminale.

Pasquale Lamberti scomparve il 3 luglio 2021, dopo essere uscito di casa alle prime ore del mattino a bordo della sua Range Rover, diretto verso un’area compresa tra Morimondo e Besate. Da quel momento dell’imprenditore non si sono più avute notizie e il suo corpo non è mai stato ritrovato.

Uno degli elementi centrali dell’indagine è un biglietto lasciato dallo stesso Lamberti e ritrovato dal figlio il giorno della scomparsa. Nel messaggio l’imprenditore scriveva che, se quel foglio fosse stato letto, significava che non era rientrato a casa, indicando inoltre i nomi delle persone che riteneva responsabili delle vicende che lo coinvolgevano.

Quel documento ha rappresentato fin dall’inizio uno dei principali punti di riferimento per gli investigatori. Tra i nomi indicati compariva anche quello di Claudio Mancini, oggi considerato dalla Procura il presunto ideatore del delitto.

Secondo la ricostruzione investigativa, Lamberti sarebbe stato convinto da Mancini a investire 2,6 milioni di euro in una società con sede a Praga, alla quale venivano attribuiti rendimenti particolarmente elevati. Il denaro sarebbe poi scomparso e, successivamente, l’imprenditore avrebbe perso il controllo della propria holding, la Cadel, attraverso quella che gli inquirenti ritengono una cessione fittizia a una finanziaria svizzera.

Gli investigatori ritengono che Lamberti fosse deciso a denunciare pubblicamente il presunto raggiro e a chiamare in causa i responsabili. Proprio questa intenzione, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe rappresentato il movente dell’omicidio. Le indagini proseguono per ricostruire tutti i passaggi della vicenda e individuare con precisione le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti.

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