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Polveriera carceri, scoppia la rivolta: caos e danni

Pubblicato: 05/07/2026 09:33

Una violenta rivolta è scoppiata nel carcere di Enna, dove circa cento detenuti si sono impossessati delle sezioni del vecchio padiglione dell’istituto, provocando ingenti danni alle strutture e mettendo fuori uso le telecamere di sorveglianza. La protesta, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe maturata dopo giorni di tensione legati a un guasto alle linee telefoniche causato dal maltempo.

La protesta e i danni nel penitenziario

All’origine del malcontento ci sarebbe il blocco delle comunicazioni con l’esterno. Un fulmine avrebbe infatti danneggiato le centraline telefoniche, impedendo ai detenuti di contattare i propri familiari. Sebbene il guasto fosse stato riparato nella mattinata, la situazione è comunque degenerata fino all’occupazione di parte del penitenziario e agli atti di devastazione.

Le forze dell’ordine stanno monitorando l’evolversi della situazione, mentre sono in corso le verifiche per quantificare i danni provocati durante la rivolta e valutare eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti dei detenuti coinvolti.

L’allarme dei sindacati

Il carcere di Enna viene da tempo indicato come una struttura in condizioni critiche sotto il profilo organizzativo e infrastrutturale. Le rappresentanze sindacali della Polizia Penitenziaria parlano di una situazione «gravissima», denunciando problemi che si trascinano da mesi.

Il presidente nazionale della Confederazione Sindacati Polizia Penitenziaria, Mimmo Nicotra, ribadisce le criticità già segnalate in passato: «Da mesi denunciamo la grave carenza di personale nella casa circondariale Luigi Bodenza di Enna. Avevamo chiesto che i detenuti fossero sfollati per permettere la ristrutturazione del carcere, che è vetusto».

“Carceri diventate vere polveriere”

Secondo Nicotra, la gestione dell’istituto avrebbe aggravato ulteriormente le tensioni. «La propaganda del governo e del ministro Carlo Nordio si infrange con la realtà delle carceri italiane. Oggi ci sono 65 mila detenuti stipati in istituti che sono vere e proprie polveriere. Ad Enna i detenuti, invece di essere trasferiti altrove per consentire i lavori, sono stati spostati in altre sezioni dello stesso carcere. Ora la situazione è gravissima».

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Ultimo Aggiornamento: 05/07/2026 09:34

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