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Mosca minaccia la Polonia: “Se produce droni per Kiev è a rischio”. Putin riapre il dialogo con Trump

Pubblicato: 06/07/2026 07:08
russia-ucraina putin

La tensione tra Russia e Polonia torna a crescere alla vigilia del vertice Nato di Ankara. Dal Cremlino arriva un duro avvertimento nei confronti di Varsavia, accusata di produrre sul proprio territorio droni destinati alle forze ucraine. Intanto Vladimir Putin e Donald Trump riaprono il dialogo, mentre Volodymyr Zelensky denuncia che Mosca starebbe preparando una nuova offensiva su larga scala.

Le dichiarazioni del Cremlino arrivano in un momento particolarmente delicato per il conflitto, con il fronte diplomatico che prova a riattivarsi senza che sul terreno diminuisca l’intensità dei combattimenti. Alla vigilia del summit Nato, la guerra torna così ad alimentare tensioni anche tra Mosca e i Paesi dell’Alleanza.

Mosca alza il tono contro Varsavia

Secondo il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, la Polonia «farebbe bene a riflettere sulla propria sicurezza». Mosca sostiene che sul territorio polacco siano stati realizzati impianti per la produzione di droni destinati all’Ucraina e afferma che il ministero della Difesa russo avrebbe già individuato e reso pubblici gli indirizzi delle fabbriche coinvolte.

Pur definendo «racconti horror» le ipotesi di un possibile attacco russo contro la Polonia, Peskov ha ribadito che la presenza di stabilimenti che producono armamenti utilizzati contro la Russia rappresenta un elemento di forte preoccupazione per Mosca. Un messaggio che viene interpretato come un’esplicita pressione nei confronti di Varsavia.

Il Cremlino ha inoltre sostenuto che il conflitto abbia ormai assunto le caratteristiche di una «vera guerra», accusando direttamente i Paesi occidentali di partecipare allo scontro attraverso il sostegno militare e logistico garantito a Kiev. Nel mirino della Russia finiscono Germania, Francia, Paesi Bassi, Norvegia e anche gli Stati Uniti, ritenuti ormai parte integrante del confronto con Mosca.

Zelensky avverte sui raid e Putin apre agli Stati Uniti

Sul fronte ucraino, Zelensky ha dichiarato che l’intelligence di Kiev dispone di informazioni su un nuovo attacco massiccio preparato dalle forze russe. Secondo il presidente ucraino, nell’ultima settimana Mosca avrebbe impiegato migliaia di droni, centinaia di bombe guidate e oltre cento missili, molti dei quali balistici, segnale di un’ulteriore intensificazione delle operazioni militari.

In questo clima si apre il summit Nato di Ankara, dove la guerra in Ucraina sarà uno dei temi centrali. Sia Putin sia Zelensky hanno avuto colloqui separati con Trump nei giorni scorsi e il presidente americano dovrebbe proseguire il confronto con il leader ucraino durante il vertice, mantenendo però aperto anche il dialogo diretto con il Cremlino.

Mosca ha definito costruttiva la lunga conversazione telefonica tra Putin e Trump. Secondo il Cremlino, il presidente americano avrebbe confermato la disponibilità dei suoi emissari a proseguire il lavoro diplomatico e a recarsi nuovamente a Mosca per tentare di favorire un negoziato.

Nonostante la ripresa dei contatti tra Washington e il Cremlino, le posizioni restano molto distanti. Putin continua a sostenere di essere favorevole a una soluzione negoziale soltanto alle condizioni poste dalla Russia, accusando Kiev e gli alleati europei di voler prolungare il conflitto. Zelensky, invece, insiste sulla necessità che l’Europa abbia un ruolo centrale nel processo diplomatico, ribadendo che qualsiasi percorso verso la pace non potrà prescindere dalla partecipazione degli alleati europei.

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