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Insulti a Liliana Segre sui social: prima condanna per un hater, quattro mesi con pena sospesa

Pubblicato: 09/07/2026 17:10

Arriva la prima condanna nell’ambito dell’inchiesta sugli insulti rivolti via social alla senatrice a vita Liliana Segre. Il Tribunale di Milano ha inflitto a uno degli imputati una pena di quattro mesi di reclusione, con sospensione condizionale, disponendo anche un risarcimento di 1.500 euro.

La sentenza del Tribunale di Milano

L’uomo, unico tra gli imputati ad aver scelto il rito abbreviato, è stato riconosciuto colpevole nell’ambito del procedimento nato dalle denunce presentate da Segre, costituitasi parte civile con l’assistenza dell’avvocato Vincenzo Saponara.

Per un secondo imputato il giudice ha invece disposto la messa alla prova, con lo svolgimento di lavori di pubblica utilità e il versamento di un risarcimento alla Fondazione Memoriale della Shoah.

L’inchiesta dopo le denunce della senatrice

L’indagine della Procura di Milano era stata avviata dopo una serie di insulti e messaggi offensivi pubblicati sui social network ai danni della sopravvissuta alla Shoah. Il procedimento coinvolgeva complessivamente otto persone, accusate di diffamazione aggravata dall’odio razziale.

Nel corso delle precedenti udienze alcuni imputati avevano inviato lettere di scuse e risarcito il Memoriale della Shoah con somme comprese tra 500 e 2.000 euro. Questi gesti hanno portato alla remissione delle querele e alla conseguente dichiarazione di non doversi procedere nei loro confronti.

Le altre posizioni

Con la sentenza emessa nei confronti dell’imputato che ha scelto il rito abbreviato arriva dunque il primo pronunciamento di condanna nel procedimento. Per gli altri coinvolti, le rispettive posizioni sono state definite attraverso la remissione delle querele oppure con percorsi alternativi al processo, come la messa alla prova.

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