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Attentato a Ranucci, Lavitola avrebbe pianificato un viaggio in Africa: perquisita la casa del suo collaboratore

Pubblicato: 10/07/2026 17:35

Emergono nuovi sviluppi nell’inchiesta sull’attentato ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci. Secondo gli investigatori, Valter Lavitola, indagato come presunto mandante dell’attacco dinamitardo del 16 ottobre 2025 a Pomezia, sarebbe stato sul punto di lasciare l’Italia con destinazione Africa.

Il biglietto aereo e la perquisizione

Nel corso delle indagini, gli inquirenti avrebbero accertato che Lavitola aveva già acquistato un biglietto aereo. La perquisizione nella sua abitazione sarebbe scattata dopo che, la sera del 4 luglio, era stato visto uscire di casa con un trolley. Due giorni più tardi è stata resa nota la sua iscrizione nel registro degli indagati.

A suo carico vengono contestati, in concorso con le quattro persone già arrestate come presunti esecutori materiali, i reati di detenzione, porto e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dal metodo mafioso.

Perquisita anche la casa del factotum

Nelle ultime ore gli investigatori hanno effettuato una perquisizione anche nell’abitazione di Gomes Clesio Tavares, collaboratore di Lavitola, residente in un comune della provincia di Napoli. L’uomo, che secondo gli inquirenti si troverebbe attualmente in Camerun, è ritenuto il presunto intermediario tra Lavitola e il gruppo che avrebbe materialmente collocato l’ordigno davanti alla casa del conduttore di Report.

Durante l’attività investigativa è stata ascoltata come persona informata sui fatti anche la compagna di Tavares.

Le dichiarazioni di Ranucci e della difesa

Dopo aver appreso del coinvolgimento dell’ex editore, Ranucci ha ribadito di non credere che l’amico possa aver organizzato l’attentato, ricordando il rapporto di amicizia che li lega dal 2019.

Lavitola, dal canto suo, ha respinto ogni accusa, sostenendo di essere completamente estraneo ai fatti. Nel corso dell’interrogatorio ha reso dichiarazioni spontanee, scegliendo poi di avvalersi della facoltà di non rispondere. Ha inoltre spiegato che le visite reciproche nelle rispettive abitazioni erano dovute ai rapporti di amicizia.

La difesa ha infine precisato che Gomes Clesio Tavares si trova in Camerun non per sottrarsi alle indagini, ma per seguire attività legate a progetti nel settore dei crediti di carbonio riconducibili a Lavitola.

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