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“Vergogna senza precedenti!”. Medici no vax, la decisione del governo scatena la polemica

Pubblicato: 15/07/2026 08:15

Il tema del Covid torna ad accendere il confronto politico e istituzionale. Questa volta il dibattito si sposta dalla Commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia alla Commissione Affari sociali della Camera, dove l’approvazione di un emendamento presentato da Fratelli d’Italia al disegno di legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie ha provocato una dura contrapposizione tra maggioranza e opposizione.

Al centro della polemica c’è la possibilità di consentire la reiscrizione all’Albo per alcuni medici radiati a seguito di fatti non dolosi collegati alla pandemia, aprendo una finestra temporale per la presentazione delle richieste nei casi previsti dalla norma. Una scelta che ha immediatamente innescato reazioni critiche sia sul piano politico sia da parte della rappresentanza della categoria medica.
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La proposta sulla reiscrizione all’Albo

L’emendamento approvato, firmato in prima battuta dalla deputata Alice Buonguerrieri, introduce la possibilità per alcuni professionisti sanitari radiati di presentare un’istanza di reiscrizione all’Albo entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.

La misura riguarda esclusivamente i casi di fatti non dolosi connessi alla pandemia, purché sia ancora pendente il ricorso davanti alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps). Diversa la situazione per chi è stato radiato in seguito a una condanna penale: in questi casi la richiesta potrà essere avanzata soltanto dopo l’eventuale riabilitazione.

La radiazione resta comunque il provvedimento disciplinare più grave previsto dall’ordinamento professionale e rappresenta l’esclusione del sanitario dalla comunità professionale.

Le critiche dell’opposizione e dell’Ordine dei medici

L’approvazione dell’emendamento ha provocato una reazione immediata delle forze di opposizione. I gruppi parlamentari di Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Azione e +Europa hanno diffuso una nota congiunta nella quale definiscono la decisione «una vergogna senza precedenti».

Secondo le opposizioni, la norma rappresenterebbe un precedente pericoloso perché rischierebbe di modificare il giudizio su una delle fasi più delicate dell’emergenza sanitaria, premiando chi non avrebbe rispettato l’obbligo vaccinale previsto durante la pandemia. I partiti di minoranza accusano inoltre la maggioranza di continuare a utilizzare il tema del Covid come terreno di scontro politico.

Anche la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) ha espresso forte contrarietà. Il presidente Filippo Anelli ha parlato di un’«ingerenza ingiustificata» nelle competenze dell’Ordine professionale e di una «delegittimazione» dell’organismo chiamato a far rispettare il Codice deontologico.

Anelli ha inoltre definito la decisione motivo di sconcerto, amarezza e delusione, parlando di un provvedimento che rappresenterebbe un affronto nei confronti delle vittime della pandemia e dei professionisti sanitari che hanno continuato a prestare servizio durante l’emergenza.

multe no vax

Il confronto politico resta aperto

Dal fronte della maggioranza, Fratelli d’Italia difende invece la scelta. Alice Buonguerrieri sostiene che l’obiettivo dell’emendamento sia quello di porre fine a quella che definisce una persecuzione nei confronti di alcuni professionisti sanitari, riaffermando la libertà di operare «in scienza e coscienza». Secondo l’esponente di FdI, le critiche dell’opposizione rappresenterebbero il tentativo di mantenere aperta una contrapposizione ormai superata.

Di diverso avviso la deputata del Partito Democratico Ilenia Malavasi, che ribadisce come l’obbligo vaccinale introdotto durante la pandemia fosse una misura sanitaria finalizzata alla tutela dei pazienti più fragili e non una scelta ideologica. Per l’esponente dem, definire quella stagione una persecuzione rappresenta un’offesa nei confronti della comunità scientifica.

Il confronto è destinato a proseguire nelle prossime settimane. Il disegno di legge sulla riforma delle professioni sanitarie dovrebbe infatti approdare all’esame dell’Aula di Montecitorio prima della pausa estiva, dove il tema della reiscrizione dei medici radiati continuerà con ogni probabilità ad alimentare il dibattito tra maggioranza e opposizione.

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