
L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato la legge regionale che regola le procedure per l’accesso al suicidio medicalmente assistito, dando attuazione delle pronunce della Corte costituzionale. Il testo, sostenuto dalla maggioranza di centrosinistra e contestato dalle opposizioni, stabilisce tempi e modalità per la verifica dei requisiti e per lo svolgimento della procedura sul territorio, in attesa di una disciplina nazionale. Con questo provvedimento, l’Emilia Romagna diventa la terza regione in Italia, dopo Toscana e Sardegna, a dotarsi di una normativa che definisce tempi e procedure per l’aiuto medico alla morte volontaria.
L’approvazione ha subito incassato il plauso dei vertici dell’associazione Luca Coscioni: “In Emilia-Romagna nuovo grande successo dell’iniziativa popolare dell’Associazione Luca Coscioni, a fronte della paralisi del Parlamento”. Come evidenziato dai promotori, con la scelta del Consiglio regionale “cresce il numero delle Asl che garantiscono procedure e tempi certi: con le otto dell’Emilia-Romagna, ora sono 19 in tutta Italia” considerando le strutture già operative in Toscana e Sardegna.
I requisiti medici e il ruolo della commissione
L’obiettivo dichiarato dalla segretaria nazionale Filomena Gallo e dal tesoriere Marco Cappato resta quello di spingere l’approvazione della proposta “Liberi Subito” nelle restanti regioni, sollecitando un intervento legislativo nazionale sul fine vita.
La legge regolamenta l’accesso al suicidio medicalmente assistito per i pazienti affetti da malattie irreversibili, fonte di sofferenze fisiche o psichiche ritenute intollerabili, ed è stata studiata da un pool di giuristi. Il testo recepisce i paletti fijati dal giudice delle leggi: la persona deve essere capace di prendere decisioni libere e consapevoli, essere tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e aver ricevuto informazioni appropriate e complete sulle alternative disponibili, comprese le cure palliative.
La sussistenza di queste condizioni è verificata da una struttura pubblica del Servizio sanitario nazionale con garanzie procedurali rigorose. La decisione finale è affidata a una Commissione di valutazione multidisciplinare del Servizio sanitario regionale, composta da medico palliativista, anestesista rianimatore, medico legale, psichiatra, specialista della patologia, farmacologo, psicologo e infermiere. Se richiesto, può partecipare anche il medico di medicina generale con funzioni consultive.
Tutta la procedura è gratuita per il paziente, e le attività connesse all’espletamento del suicidio assistito sono svolte solo da personale su base volontaria.


