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“Fuori giri!”. Il piano del governo Meloni fa impazzire Conte e Schlein

Pubblicato: 28/07/2026 11:20

La politica economica italiana entra nella fase decisiva in vista della prossima legge di bilancio, con il governo impegnato a definire le priorità per l’utilizzo delle risorse disponibili. Il tema centrale resta quello della riduzione del carico fiscale, una promessa che la maggioranza punta a trasformare in misure concrete per famiglie, lavoratori e ceto medio.

La partita si gioca però su due fronti: da una parte la volontà politica di procedere con nuovi interventi sulle tasse, dall’altra la necessità di mantenere gli equilibri di finanza pubblica e rispettare i vincoli europei. Le prossime settimane saranno quindi decisive per capire quali misure potranno trovare spazio nella manovra e con quali tempi di attuazione.
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Il piano del governo per ridurre le tasse

L’obiettivo di Palazzo Chigi è quello di intervenire in modo strutturale sul sistema fiscale. A delineare alcune delle possibili misure è stato il vicepremier Antonio Tajani, che ha indicato una serie di interventi allo studio per la prossima manovra economica.

Tra le ipotesi avanzate figurano la riduzione delle accise, la possibilità di introdurre una forma di detassazione delle tredicesime, interventi sul bollo auto e moto e un ulteriore taglio dell’Irpef per il ceto medio.

In particolare, l’idea sarebbe quella di ridurre l’aliquota dal 35% al 33% per i redditi fino a 60mila euro, ampliando così il sostegno fiscale a una fascia più ampia di contribuenti.

La riduzione della pressione fiscale rappresenta uno degli obiettivi dichiarati dalla maggioranza, con l’intenzione di proseguire un percorso già avviato durante la legislatura.

Le risorse e il confronto con l’Europa

Il tema delle coperture finanziarie è centrale nel percorso verso la nuova legge di bilancio. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato che il governo si prepara a chiedere al Parlamento il via libera per procedere in Europa con l’attivazione della clausola nazionale di deroga al Patto di stabilità.

Questa possibilità consentirebbe di utilizzare una maggiore flessibilità finanziaria per circa 14 miliardi di euro, destinati principalmente agli investimenti nei settori dell’energia e della difesa.

Secondo Giorgetti, l’eventuale autorizzazione parlamentare permetterebbe di creare nuovi margini di bilancio, ma proprio per questo le risorse dovranno essere utilizzate con attenzione e indirizzate verso obiettivi considerati strategici.

Un ulteriore elemento potrebbe arrivare dalla revisione dei dati sul deficit 2025 da parte dell’Istat, che potrebbe influire sulla possibilità per l’Italia di uscire dalla procedura d’infrazione europea.

La maggioranza compatta sul taglio fiscale

Sul fronte politico, il progetto di riduzione delle tasse trova il sostegno degli alleati di governo. La premier Giorgia Meloni aveva già indicato come priorità l’alleggerimento del carico fiscale sul ceto medio, una linea condivisa anche dalla Lega guidata da Matteo Salvini.

Lo stesso Giorgetti ha sottolineato che ci sarebbero molte misure che il governo vorrebbe realizzare, confermando però che ogni intervento dovrà essere valutato sulla base delle risorse effettivamente disponibili.

Il tema è destinato a essere uno dei principali punti di confronto nella preparazione della manovra, con la maggioranza intenzionata a rivendicare il percorsoesse di nuovi tagli alle tasse hanno però provocato la reazione delle opposizioni, che contestano i risultati intrapreso sul fronte fiscale.

Le critiche delle opposizioni sulla pressione fiscale

Le promesse di nuovi tagli alle tasse hanno però provocato la reazione delle opposizioni, che contestano i risultati rivendicati dal governo.

La segretaria del Partito DemocraticoElly Schlein, ha criticato l’annuncio definendolo una nuova promessa elettorale e sostenendo che durante gli anni di governo la pressione fiscale abbia raggiunto livelli elevati.

Anche il leader del Movimento 5 StelleGiuseppe Conte, ha attaccato l’esecutivo, accusandolo di puntare più sugli annunci che su interventi realmente capaci di ridurre il peso delle imposte.

Il dibattito riguarda anche il rapporto tra pressione fiscale e riduzione delle aliquote. Il livello complessivo delle entrate dello Stato rispetto al Pil può infatti aumentare anche in presenza di tagli fiscali, se crescono altri fattori come l’occupazione, il gettito contributivo e il recupero dell’evasione.

Forza Italia rivendica i risultati del governo

Alle critiche delle opposizioni ha risposto lo stesso Antonio Tajani, rivendicando i risultati ottenuti dall’esecutivo sul fronte fiscale ed economico.

Secondo il vicepremier, il governo avrebbe ridotto la pressione fiscale su famiglie e piccole imprese per 33 miliardi di euro, sostenendo inoltre che l’aumento dell’occupazione e il recupero dell’evasione abbiano contribuito alla crescita delle entrate.

Tra gli elementi citati anche la creazione di un milione e 200mila posti di lavoro e la riduzione dello spread.

La sfida della prossima legge di bilancio sarà quindi trovare un equilibrio tra le promesse di riduzione delle tasse, la necessità di sostenere la crescita economica e il rispetto degli impegni finanziari europei. Il confronto politico è già iniziato e il capitolo fiscale sarà uno dei terreni principali dello scontro nei prossimi mesi.

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