
La prossima legislatura potrebbe arrivare alla sua scadenza naturale, ma non è escluso un voto anticipato. A dirlo è il presidente del Senato Ignazio La Russa, intervenuto alla cerimonia del Ventaglio con la Stampa Parlamentare, dove ha fatto il punto sul futuro della maggioranza e sulle prossime elezioni politiche.
Secondo La Russa, nella logica delle legislature italiane sarebbe più probabile un’interruzione anticipata rispetto al completamento dei cinque anni. “Può finire a scadenza naturale, ma potrebbe finire anche qualche mese prima”, ha spiegato, indicando come possibile finestra anche il periodo tra maggio e giugno.

Interpellato dai cronisti sulla possibilità di arrivare comunque alla fine del mandato, il presidente di Palazzo Madama ha poi corretto il tiro: “Do buone probabilità che si finisca, dico al 51% che si vada a fine legislatura”. Una previsione che lascia aperti entrambi gli scenari.
Sul possibile election day con elezioni politiche e amministrative insieme, La Russa ha chiarito di non avere timori rispetto al giudizio degli elettori. “Non ho mai paura del ricorso al voto”, ha dichiarato, aggiungendo che i calcoli politici spesso possono ritorcersi contro chi li formula.
Il presidente del Senato ha affrontato anche il tema della riforma della legge elettorale, spiegando di non avere preoccupazioni sul ritorno delle preferenze. Secondo La Russa, il voto finale sulle leggi rappresenta un’assunzione di responsabilità diversa rispetto alle votazioni sui singoli emendamenti, dove il contesto può essere differente.
La Russa ha commentato le recenti dichiarazioni di Roberto Vannacci e il confronto interno al centrodestra sulla rappresentanza politica. “Alla gara di chi è più a destra non esiste”, ha affermato, ricordando come in passato la nascita di formazioni che rivendicavano il ruolo di “vera destra” non sempre abbia portato risultati favorevoli allo schieramento.
Alla domanda su un eventuale confronto tra Antonio Tajani e Vannacci all’interno della maggioranza, La Russa ha ribadito il suo sostegno al leader di Forza Italia: “Tajani non lo butto mai dalla torre”. Una dichiarazione che conferma la volontà di mantenere saldo l’equilibrio tra le diverse anime del centrodestra.
Ampio spazio anche al tema della violenza politica e sociale dopo gli episodi avvenuti al cantiere No Tav in Val di Susa e a Bologna in seguito alla morte di Fakir. La Russa ha sottolineato che tutte le principali forze politiche hanno condannato quanto accaduto, distinguendo però questi fenomeni dal terrorismo storico delle Brigate Rosse e delle Brigate Nere.
Secondo il presidente del Senato, pur non essendo paragonabile al terrorismo degli anni di piombo, l’aumento di episodi di violenza rappresenta un’emergenza da affrontare con una risposta dello Stato. La Russa ha auspicato un confronto tra le forze politiche per trovare una posizione condivisa e ha invitato alla prudenza anche nella gestione delle manifestazioni pubbliche legate a fatti ancora in fase di accertamento.


