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Beatrice morta, l’autopsia rivela l’orrore: “Cosa le hanno trovato nel cranio e nei polmoni”. Shock totale

Pubblicato: 30/07/2026 11:39

Nuovi, drammatici elementi emergono dall’autopsia eseguita sul corpo della piccola Beatrice, la bambina di 2 anni trovata morta il 9 febbraio nell’abitazione di famiglia a Montenero di Bordighera, in provincia di Imperia.

La consulenza medico-legale, depositata in Procura dal professor Francesco Ventura, descrive un quadro clinico estremamente grave: la bambina sarebbe stata malnutrita, presentava nicotina nei polmoni e sarebbe morta a causa di un trauma cranico che ha provocato una devastante emorragia cerebrale.

Per la vicenda sono detenuti la madre della piccola e il suo compagno, accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore.

L’autopsia: nicotina nei polmoni e segni di malnutrizione

Tra gli aspetti più rilevanti evidenziati dalla perizia vi è il riscontro di nicotina nei polmoni della bambina.

Secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, la presenza della sostanza non sarebbe compatibile con la sola esposizione al fumo passivo. Gli investigatori ipotizzano infatti che le sigarette venissero utilizzate per cercare di calmare la piccola, circostanza che avrebbe provocato i gravi danni all’apparato respiratorio riscontrati durante gli esami autoptici.

La consulenza evidenzia inoltre uno stato di malnutrizione, con una steatosi epatica da malnutrizione, una patologia che può svilupparsi in presenza di un insufficiente apporto di proteine o di prolungati periodi di digiuno.

Il trauma cranico e la possibilità di salvarla

L’autopsia ha inoltre documentato lesioni interne e un violento trauma cranico, ritenuto la causa dell’emorragia cerebrale che ha portato alla morte della bambina nel giro di circa 48 ore.

Secondo il consulente della Procura, Beatrice avrebbe avuto concrete possibilità di sopravvivere se fosse stata soccorsa tempestivamente.

Un elemento che si inserisce nel quadro investigativo già delineato dagli inquirenti, secondo cui anche le due sorelle della bambina, di 7 e 9 anni, avrebbero chiesto alla madre di chiamare i soccorsi, come riferito durante le audizioni protette.

La Procura esaminerà la consulenza

La relazione del professor Ventura, particolarmente corposa, sarà ora analizzata nel dettaglio dalla Procura di Imperia, guidata dal procuratore Alberto Lari, e successivamente messa a disposizione dei difensori della madre e del suo compagno.

Nonostante il deposito della consulenza, la Procura non ha ancora rilasciato il nulla osta per la restituzione della salma, passaggio necessario per consentire la celebrazione dei funerali.

La madre della bambina, attualmente detenuta nel carcere di Torino, aveva espresso il desiderio di poter partecipare alle esequie.

Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e accertare le responsabilità degli indagati, che restano presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.

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