
L’estate non rallenta il confronto politico, soprattutto quando sul tavolo restano aperti dossier che riguardano gli equilibri internazionali, la sicurezza, l’immigrazione e le dinamiche della maggioranza. In un contesto segnato da crisi geopolitiche e da un’agenda istituzionale particolarmente intensa, il dibattito continua a svilupparsi ben oltre i tradizionali ritmi della pausa estiva.
È in questo quadro che il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani affronta i principali temi dell’attualità in un’intervista rilasciata al Giornale. Dalla politica estera alle prospettive del centrodestra, passando per il Quirinale, l’immigrazione e la guerra in Ucraina, il leader di Forza Italia traccia la propria linea su alcune delle questioni più discusse del momento.
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L’attività della Farnesina e il centrodestra
Nel corso del colloquio, Antonio Tajani descrive il lavoro quotidiano del Ministero degli Esteri, soffermandosi sulle numerose richieste di assistenza che arrivano dagli italiani all’estero.
«Ci sono 2500 italiani detenuti nel mondo che chiedono assistenza. Chi è in galera perché gli hanno trovato 600 chili di cocaina e dice che glieli hanno messi sulla barca a sua insaputa. E chi sposa un egiziano, cambia fede e ci ripensa. Non si finisce mai».
Guardando alle prossime competizioni elettorali, il vicepremier si mostra fiducioso sulla tenuta della maggioranza e afferma: «Vinceremo, perché il centrodestra è una coalizione storica».

L’affondo contro Roberto Vannacci
Tra i passaggi più netti dell’intervista ci sono quelli dedicati a Roberto Vannacci e a Futuro Nazionale. Tajani critica apertamente la scelta del generale e mette in dubbio la possibilità di un’intesa politica.
«Roberto Vannacci se n’è andato dopo aver giurato che non avrebbe fatto una scissione per non favorire la sinistra. Oggi invece vota con la Schlein e Conte per far cadere il governo. Non si sa cosa pensa su economia, difesa o sanità. Difficile fare un accordo con lui».
Il leader di Forza Italia interviene anche sui recenti video realizzati con l’intelligenza artificiale che lo hanno coinvolto, commentando con ironia: «Io non mi vesto da Giulio Cesare. Non sono ridicolo. Semmai lo faccio solo a Carnevale».
Il Quirinale e l’immigrazione
Tra gli argomenti affrontati anche l’ipotesi di un futuro approdo al Quirinale, eventualità che Tajani allontana.
«Sto bene dove sto. Lunga vita a Mattarella!».
Subito dopo, però, aggiunge: «Mi auguro un presidente di centrodestra. Finalmente!».
Sul fronte dell’immigrazione, il ministro degli Esteri punta l’attenzione sulle politiche adottate dal premier spagnolo Pedro Sanchez, indicando in quelle scelte una delle cause dell’aumento della pressione migratoria su Ceuta.
«Non puoi legalizzare 500 mila immigrati su un milione di domande. Crei aspettative. E destabilizzi l’intera Europa».

Difesa europea, Stati Uniti e Ucraina
Nel corso dell’intervista, Tajani affronta anche il tema dei rapporti con gli Stati Uniti e il ruolo dell’ex presidente Donald Trump.
«A volte è un po’ ottimista. Non è politico, usa un linguaggio particolare», osserva il vicepremier.
Parlando della difesa europea, il ministro ribadisce la necessità di rafforzare gli investimenti nel settore.
«Io mi batterò affinché i soldi del Safe siano spesi. Saranno meno di 15 miliardi. Lo decideremo a fine anno».
E aggiunge: «Se appaltiamo la nostra difesa e quella europea agli americani, poi dobbiamo fare quello che dicono gli americani. Se vogliamo essere più liberi dobbiamo spendere di più in difesa».
Infine, sul conflitto in Ucraina, Tajani conferma la linea già espressa dal governo italiano.
«Se vuoi la pace devi appoggiare Kiev. Se non li fermi i russi non tarderanno ad invadere altri Paesi. L’Ucraina è la frontiera avanzata dell’Europa», conclude il ministro degli Esteri.


