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“L’ha uccisa, poi il lenzuolo”. Daniela morta in Italia, svolta nelle indagini: c’è un arresto

Pubblicato: 05/08/2026 14:37

Svolta nelle indagini sulla morte di Daniela Florea, la donna di 36 anni trovata senza vita il 20 luglio nel suo appartamento di via Paisiello, a Torino. La Squadra Mobile ha arrestato l’ex compagno della vittima, un 45enne, accusato di femminicidio, oltre che di occultamento di cadavere e maltrattamenti in famiglia aggravati.

L’uomo è stato fermato nella sua abitazione al termine di settimane di accertamenti coordinati dalla Procura. Gli investigatori ritengono di aver ricostruito quanto accaduto nella notte tra il 9 e il 10 luglio, quando sarebbe stato commesso il delitto nell’appartamento in cui Daniela viveva con il figlio minore dopo la fine della relazione.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quella sera il 45enne si sarebbe presentato alla porta dell’ex compagna. La donna gli avrebbe aperto senza immaginare che di lì a poco sarebbe stata aggredita. Gli investigatori contestano all’uomo di averla uccisa all’interno dell’abitazione e di aver poi cercato di cancellare le tracce del delitto.

Dopo l’omicidio, sempre secondo l’accusa, il corpo sarebbe stato avvolto in un lenzuolo e nascosto nel contenitore del letto matrimoniale, dove è rimasto per diversi giorni. L’uomo avrebbe inoltre portato via il cane della vittima prima di allontanarsi dall’appartamento.

Il cadavere di Daniela Florea è stato scoperto la sera del 20 luglio da un amico della donna, preoccupato perché non riusciva più a contattarla. Entrato in casa, avrebbe avvertito un forte odore provenire dalla camera da letto e avrebbe immediatamente allertato la polizia, consentendo agli agenti di avviare i rilievi sulla scena del crimine.

Già nelle ore successive al ritrovamento del corpo, gli investigatori avevano rintracciato l’ex compagno nell’abitazione in cui viveva, sempre nel quartiere Barriera di Milano, insieme al figlio minorenne della coppia. Fin dall’inizio l’uomo ha respinto ogni accusa, ma la sua versione dei fatti non avrebbe convinto gli inquirenti, che hanno proseguito le indagini concentrandosi proprio sulla sua posizione.

Un elemento decisivo è arrivato dall’autopsia, che ha stabilito come causa della morte un grave politrauma cranico associato a una violenta compressione di bocca e collo, un quadro compatibile con un’asfissia meccanica. Gli esami medico-legali hanno contribuito a delineare con maggiore precisione la dinamica dell’aggressione.

Le indagini hanno inoltre ricostruito il contesto della relazione tra la vittima e l’ex compagno. Secondo quanto emerso, l’uomo non avrebbe mai accettato la fine del rapporto, concluso da tempo per volontà di Daniela. Diversi testimoni hanno riferito agli investigatori che il 45enne avrebbe continuato a cercare di esercitare un controllo costante sulla donna anche dopo la separazione.

Con l’arresto dell’ex compagno si apre ora una nuova fase dell’inchiesta. Sarà il procedimento giudiziario ad accertare le responsabilità dell’indagato e a verificare il quadro accusatorio raccolto dalla Procura, mentre proseguono gli approfondimenti investigativi sulla vicenda che ha profondamente colpito la città di Torino.

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