
È morto a Roma, all’età di 90 anni, Pino Di Salvo, giornalista radiotelevisivo protagonista di una lunga carriera nella Rai e nel mondo della formazione. La notizia è stata diffusa dall’associazione Giornalisti 2.0, che ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia e agli amici.
Di Salvo si è spento nella notte e aveva lasciato un ultimo messaggio con il tono ironico e leggero che lo aveva accompagnato anche nei momenti più difficili: «Con la mia Grazia e con Valentino, Martino, Giacomina, Caterina, Agnese, Cecilia, Pietro, e con Paola e Roberto vi comunico che questa notte sono arrivato alla fine della mia vita. Amen».
Dagli inizi a La Stampa alla Rai
Nato a Chieri, nel Torinese, Di Salvo si era laureato a Torino prima di scegliere il giornalismo dopo un’esperienza nell’impegno politico universitario e nell’amministrazione comunale.
Dopo il praticantato a La Stampa, era stato chiamato a Milano dal quotidiano cattolico L’Italia, diretto da Giuseppe Lazzati, allora rettore dell’Università Cattolica. Successivamente aveva lavorato per Avvenire e, negli anni Settanta, si era trasferito con la famiglia a Roma, entrando nella redazione di Settegiorni, rivista legata alla sinistra democristiana e al movimento dei cattolici democratici.
Inviato speciale e vaticanista
La parte più importante della sua carriera professionale si era sviluppata in Rai. Tra gli anni Settanta e Novanta era stato inviato speciale del Tg2 e del Giornale Radio, occupandosi inizialmente di politica economica e successivamente dei principali avvenimenti internazionali.
Il suo lavoro lo aveva portato a trascorrere lunghi periodi all’estero, dagli Stati Uniti all’Estremo Oriente, con una particolare attenzione al Giappone e a Tokyo. Tra il 1994 e il 1996 aveva inoltre ricoperto l’incarico di vaticanista, seguendo i viaggi internazionali di Papa Giovanni Paolo II.
Nel corso della sua carriera era stato anche direttore responsabile della rivista Politica Internazionale.
L’impegno nella formazione dei giovani giornalisti
Alla professione aveva affiancato una lunga attività nel campo della formazione. Dopo il pensionamento, Di Salvo era diventato tutor e docente di teoria e pratica del giornalismo radiotelevisivo al Master di Giornalismo della Lumsa di Roma.
Aveva collaborato prima con Roberto Seghetti e poi con Cesare Protettì nella guida del corso, diventando un punto di riferimento per molti studenti.
Seghetti lo ha ricordato come «un uomo probo, un giornalista bravissimo, un insegnante generoso», sottolineandone anche il ruolo nelle battaglie sindacali e per il rigore nella professione giornalistica.
Il libro sul giornalismo televisivo
Di Salvo aveva inoltre raccolto parte della propria esperienza nel volume Il giornalismo televisivo, pubblicato da Carocci. Il libro analizzava il funzionamento delle redazioni dei telegiornali, spiegando come vengono prodotte, selezionate e organizzate le notizie destinate allo schermo.
Un lavoro rivolto sia agli aspiranti giornalisti sia ai telespettatori, con l’obiettivo di mostrare dall’interno la cosiddetta «fabbrica delle notizie televisive» e di evidenziarne organizzazione, meccanismi decisionali, punti di forza e criticità.
I funerali martedì a Roma
Pino Di Salvo lascia la moglie Maria Grazia Boccaccio, i figli Valentino, Martino e Giacomina, i nipoti Caterina, Agnese, Cecilia e Pietro, la nuora Paola e il genero Roberto.
I funerali saranno celebrati martedì 11 agosto alle ore 12 nella cripta della chiesa di San Pio X, in piazza della Balduina, a Roma.


