
L’estate non sembra ancora intenzionata a mollare la presa sull’Italia. Anche il weekend di Ferragosto 2026 sarà infatti all’insegna del caldo e dell’afa, con sabato 15 e domenica 16 agosto destinati a mantenere temperature elevate su gran parte della Penisola. Ma proprio subito dopo la festa potrebbe arrivare la tanto attesa svolta: il 17 agosto una perturbazione atlantica potrebbe raggiungere l’Italia, portando temporali e un sensibile ridimensionamento delle temperature.
A delineare lo scenario è il colonnello Mario Giuliacci, che sui social ha indicato nella fase compresa tra il 16 e il 17 agosto un possibile punto di svolta. «Per Ferragosto, sabato 15 agosto e domenica 16 agosto, purtroppo saranno giornate calde come quelle che stiamo vivendo», ha spiegato il meteorologo. A rendere il caldo ancora più difficile da sopportare sarà soprattutto l’aumento dell’umidità, che potrebbe accentuare la sensazione di afa.
La situazione arriva dopo una fase caratterizzata da valori termici particolarmente elevati. Il 10 agosto, soprattutto nelle aree interne del Centro Italia, sono state registrate temperature molto alte: in Umbria si sono raggiunti 38,6 °C a Ponte San Giovanni, mentre in Toscana il termometro è arrivato a 37,3 °C a Montevarchi. Localmente, valori compresi tra 37 e 38 °C hanno interessato anche il Lazio e il basso Piemonte.
Il passaggio più atteso potrebbe quindi verificarsi subito dopo Ferragosto. Tra il 16 e il 17 agosto, secondo lo scenario delineato da Giuliacci, un nuovo fronte proveniente dall’Atlantico potrebbe riuscire a indebolire l’anticiclone africano. L’ingresso di aria più fresca e instabile favorirebbe lo sviluppo di temporali su diverse zone d’Italia, con una maggiore probabilità di fenomeni al Nord e lungo le aree di Marche, Abruzzo e Molise.
Alla pioggia dovrebbe accompagnarsi un deciso calo delle temperature. La tregua dal caldo, tuttavia, potrebbe essere meno marcata al Sud, dove potrebbero ancora resistere punte intorno ai 32-33 °C. La giornata del 17 agosto rappresenterebbe così un possibile spartiacque: prima ancora caldo e afa, poi correnti più fresche e una maggiore instabilità atmosferica.
E la tendenza potrebbe diventare ancora più favorevole nella settimana compresa tra il 23 e il 30 agosto. Secondo Giuliacci, in quella fase le correnti atlantiche potrebbero diventare «ancora più fresche e più decise», contribuendo a riportare i valori termici verso livelli più consoni alla parte finale dell’estate. Anche la progressiva diminuzione della radiazione solare, tipica della seconda metà di agosto, potrebbe favorire il ridimensionamento del caldo.
Lo scenario atteso è quello di massime più vicine ai 30 °C che ai 35 °C, lontane quindi dai picchi raggiunti durante le fasi più roventi dell’estate. Ma si tratta, è bene ricordarlo, di una tendenza a medio-lungo termine: le previsioni diventano inevitabilmente meno affidabili quanto più ci si allontana dalla data considerata e i modelli matematici possono modificare sensibilmente lo scenario.
La fine dell’ondata di calore, inoltre, non significa necessariamente l’arrivo di un periodo di tempo tranquillo. Il passaggio dall’anticiclone a una situazione più instabile potrebbe infatti favorire temporali, grandinate e nubifragi. Dopo molti giorni di caldo intenso, il suolo accumula una grande quantità di energia: l’arrivo di aria più fresca a contatto con quella calda e umida può innescare fenomeni temporaleschi particolarmente energici.
Per questo la possibile svolta del 17 agosto va letta in entrambe le sue sfaccettature. Da una parte potrebbe finalmente arrivare il tanto atteso crollo delle temperature; dall’altra, il contrasto tra masse d’aria molto diverse potrebbe aumentare il rischio di fenomeni violenti, con forti raffiche di vento, precipitazioni intense e grandinate. L’estate, insomma, potrebbe cambiare volto proprio dopo Ferragosto: meno caldo estremo, ma un’atmosfera decisamente più movimentata.


