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Ponte sullo Stretto, il clamoroso annuncio che cambia tutto: colpo di scena

Pubblicato: 14/08/2026 13:24

Il Ponte sullo Stretto di Messina torna al centro dello scontro politico e scientifico. Dopo il parere espresso dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, la senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo parla apertamente di una «bocciatura», sostenendo che il progetto non possa essere considerato definitivamente promosso. Il Consiglio, in realtà, ha espresso un parere favorevole sul piano tecnico, accompagnandolo però con numerose prescrizioni e richieste di approfondimento.

È proprio su questo punto che si concentra la posizione di Cattaneo. In un colloquio con Repubblica, la senatrice sostiene che il parere arrivato a distanza di decenni dal precedente non rappresenti un semplice via libera, ma confermi la necessità di ulteriori verifiche sulla sicurezza geologica, sismica e ingegneristica dell’opera. Per Cattaneo, dunque, la strada indicata dai tecnici non può essere ignorata.

La scienziata aveva già promosso nel novembre 2025 un confronto in Senato dedicato proprio agli aspetti geologici e di sicurezza del Ponte, coinvolgendo esperti della società Stretto di Messina e consulenti del progetto. Da quel confronto, secondo la ricostruzione della senatrice, era emersa l’esigenza di aggiornare alcune valutazioni alla luce delle più recenti conoscenze scientifiche e degli standard internazionali.

Il nodo riguarda soprattutto il momento in cui effettuare queste verifiche. Secondo Cattaneo, alcune analisi decisive non dovrebbero essere rinviate alla successiva fase esecutiva, perché i loro risultati potrebbero incidere sulla struttura, sui costi e sulla localizzazione di componenti strategiche dell’opera. Una posizione che si contrappone alla lettura del Governo, che considera invece il parere del Consiglio superiore come un ulteriore passo avanti verso la realizzazione del collegamento.

La vicenda del Ponte ha alle spalle una storia lunga decenni. L’idea di un collegamento stabile tra Sicilia e Calabria risale a molto tempo fa, mentre il progetto moderno prende forma tra gli anni Sessanta e Settanta. Nel 1981 nasce la società Stretto di Messina, incaricata di sviluppare l’opera. Negli anni successivi il progetto attraversa diverse fasi di rilancio e blocco, fino alla nuova accelerazione impressa dal governo Meloni.

Il passaggio decisivo arriva nel 2025, quando il Cipess approva il progetto definitivo. Si tratta di un ponte sospeso a campata unica lungo oltre 3.300 metri, con torri alte circa 399 metri. Ma pochi mesi dopo arriva lo stop della Corte dei conti, che nell’ottobre 2025 ricusa il visto sulla delibera Cipess. Tra i rilievi figurano questioni relative all’iter amministrativo e ad aspetti economici e progettuali.

Ora il progetto ha compiuto un nuovo passo. Il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha approvato il parere tecnico sui profili di particolare complessità, indicando una serie di prescrizioni e raccomandazioni che dovranno essere affrontate nelle successive fasi della progettazione. La società Stretto di Messina ha fatto sapere di essere al lavoro sulle osservazioni per predisporre la documentazione necessaria al successivo passaggio al Cipess.

Il percorso, quindi, non è ancora concluso. Restano passaggi amministrativi e istituzionali fondamentali, compreso il nuovo esame del Cipess e il controllo della Corte dei conti. Il Governo continua a puntare all’avvio dei lavori entro la fine del 2026, ma le tempistiche dipenderanno dall’esito dei prossimi adempimenti.

Il Ponte, insomma, è ancora lontano dall’essere un cantiere aperto. Da una parte c’è il Governo, che considera il parere tecnico un avanzamento decisivo; dall’altra Cattaneo e una parte della comunità scientifica, che chiedono ulteriori verifiche prima di procedere. Il punto non è dunque, almeno per ora, un definitivo «sì» o «no»: la partita resta aperta e il prossimo passaggio sarà capire se le prescrizioni tecniche potranno essere superate senza modificare in modo sostanziale il progetto e il suo quadro economico.

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