
La Corte costituzionale francese ha bocciato il divieto di utilizzo dei social network per i minori di 15 anni, ritenendo che la misura prevista dalla legge approvata a luglio rappresenti una limitazione sproporzionata della libertà di espressione e comunicazione degli under 15.
La decisione riguarda esclusivamente l’articolo 1 del provvedimento, quello relativo all’accesso ai social. I giudici non si sono invece pronunciati sul divieto di utilizzare il telefono cellulare nelle scuole superiori a partire dal 1° settembre.
«Una limitazione non adeguata e proporzionata»
Il Consiglio costituzionale ha riconosciuto l’esigenza di tutelare il superiore interesse del minore, ma ha ritenuto che il divieto fosse troppo ampio.
Secondo i giudici, infatti, la misura avrebbe potuto riguardare anche servizi di comunicazione online per i quali non era stato dimostrato un effettivo rischio per la salute e la sicurezza dei minori. Per questo la limitazione alla libertà di espressione è stata giudicata non «adeguata, necessaria e proporzionata».
La legge avrebbe vietato agli under 15 l’accesso a piattaforme come TikTok, Snapchat, X e Instagram, ma anche a funzionalità social presenti su siti come YouTube, applicazioni di messaggistica come WhatsApp e Messenger e alcune piattaforme legate ai videogiochi online.
Il divieto sarebbe dovuto partire a settembre
La normativa approvata il 21 luglio prevedeva l’entrata in vigore del divieto dopo l’estate, alla ripresa delle lezioni, dal 1° settembre 2026 per i nuovi account. Per quelli già esistenti, invece, l’applicazione sarebbe dovuta scattare dal 1° gennaio 2027.
Il presidente Emmanuel Macron aveva fatto della misura uno dei suoi principali obiettivi, arrivando a ipotizzare la chiusura degli account già a settembre.
Tra le eccezioni previste dalla legge figuravano le enciclopedie collaborative, i siti open source e quelli di carattere scolastico o universitario. Proprio la limitatezza delle eccezioni è stata evidenziata dal Consiglio costituzionale, che ha lasciato aperta la possibilità di modificare la normativa introducendone altre.
Macron chiede di riscrivere il provvedimento
Dopo la bocciatura, Macron ha incaricato il primo ministro Sébastien Lecornu di lavorare «nel più breve tempo possibile» a una nuova formulazione della legge.
L’obiettivo indicato dall’Eliseo è arrivare a un testo giuridicamente solido, che tenga conto sia della decisione del Consiglio costituzionale sia del quadro normativo europeo.
La presidenza francese ha inoltre ribadito che la determinazione di Macron a portare a compimento la riforma entro la primavera del 2027 resta invariata.
Secondo l’Eliseo, più di trenta Paesi nel mondo si stanno orientando verso restrizioni o divieti dei social per i minori più giovani, mentre la Commissione europea sta lavorando all’armonizzazione delle norme all’interno dell’Unione.


