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“Ecco cos’ha fatto”. Vasco Rossi furioso, le accuse sono troppo pesanti. Parte la querela

Pubblicato: 18/08/2026 08:25

Le dinamiche digitali riservano sempre colpi di scena imprevedibili, capaci di riaccendere di colpo riflettori su pagine dolorose e mai del tutto archiviate del passato. Quando la miccia del dibattito si accende sulle piattaforme social, bastano poche battute per trasformare uno scambio di opinioni in uno scontro infuocato dal forte impatto mediatico. Tra accuse velenose e precisazioni senza sconti, la tensione è salita alle stelle in una manciata di minuti, catturando l’attenzione di migliaia di utenti e costringendo i protagonisti della vicenda a prendere una posizione netta, con strascichi che promettono di spostarsi ben presto dalle bacheche virtuali alle aule di tribunale.

Botta e risposta sui social tra Vasco Rossi e un suo fan che riprende il cantante di Zocca ricordando il suo arresto nel 1984 per fatti legati agli stupefacenti. Un attacco, su Facebook, cui il rocker replica direttamente con un commento per fare chiarezza sulla vicenda, e poi, in una storia su Instagram annunciando di volere mettere tutto in mano agli avvocati per una Â«diffamazione tanto infondata quanto calunniosa». La diatriba prende vita da un commento postato sul social dal fan: Â«Sei un grande musicista e cantante, me te lo devo dire visto che lo porto nella pancia da molti anni: quando ti arrestarono per possesso di cocaina ero in carcere anch’io, voglio sapere» perché Â«hai fatto arrestare quelli che te l’hanno venduta, per risparmiare un giorno di carcere? Loro si sono fatti degli anni e sei andato a cercarli te non sono venuti a cercarti loro. Mi farebbe enormemente piacere che tu mi rispondessi sinceramente spiegandomi perché hai fatto l’infame».

La replica di Vasco e il preavviso di querela

Parole cui Vasco replica a stretto giro commentando il post. Â«Ti rispondo con chiarezza perché questa storia, oltre a essere falsa, ribalta completamente la realtà», scrive il Blasco, Â«io non ho fatto arrestare nessuno. Sono stato invece denunciato da un infame che raccontò al Pubblico Ministero di avermi venduto 30 grammi di cocaina. Sulla base di quelle dichiarazioni vennero emessi un mandato di cattura e una perquisizione e fui portato direttamente in carcere. Ho passato cinque giorni in totale isolamento e 22 giorni complessivi di detenzione prima che venisse chiarito che non avevo niente a che fare con la banda di spacciatori alla quale ero stato associato».

Quindi, aggiunge Vasco, «no: non sono uscito prima perché avrei fatto nomi o accusato qualcuno per risparmiarmi il carcere. È successo esattamente il contrario: qualcuno fece il mio nome e io finii in galera. Purtroppo questa voce continua a girare e mi infastidisce parecchio, perché trasforma chi ha subito un’accusa in chi avrebbe accusato gli altri. E questo, oltre a essere falso, mi offende e mi fa decisamente incazzare. Adesso, almeno, sai come sono networks andate le cose», conclude. Poi, su Instagram, l’ultimo affondo: «Giro il tuo commento ai miei avvocati perché procedano nei tuoi confronti trattandosi di una diffamazione tanto infondata quanto calunniosa. L’oro ricavato, dal risarcimento lo lascerò a chi ha sofferto ingiustamente in carcere».

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