Vai al contenuto

Allarme maltempo, cento turisti italiani bloccati in vacanza: interviene la Farnesina

Pubblicato: 19/08/2026 20:39

Il gelo improvviso e impietoso ha trasformato quello che doveva essere uno spettacolare itinerario panoramico in una vera e propria trappola di ghiaccio senza alcuna via di fuga. Nel buio sempre più fitto, sferzato da un vento gelido e incessante, decine di viaggiatori si sono ritrovati completamente prigionieri all’interno delle proprie automobili e dei pullman, osservando con timore la neve accumularsi rapidamente contro le lamiere e i vetri. Il termometro è crollato inesorabilmente ben al di sotto dello zero termico, mentre l’aria rarefatta tipica delle elevate altitudini rendeva ogni singolo respiro sempre più affannato, pesante e faticoso. Senza la minima possibilità di proseguire il viaggio né di fare ritorno sui propri passi a causa dei muri di neve che ostruivano completamente la carreggiata, l’unica ed estrema risorsa è rimasta l’attesa fiduciosa dei soccorsi, trascorsa stretti in improvvisate coperte d’emergenza e del tutto isolati dal mondo esterno in un silenzio ovattato e irreale.

Di fronte al rapido aggravarsi delle condizioni ambientali e al concreto rischio di ipotermia grave per le tante persone coinvolte ed esposte al gelo, si è prontamente attivata una complessa e tempestiva macchina organizzativa internazionale. L’Unità di Crisi della Farnesina si è subito mobilitata ed è intervenuta direttamente per prestare soccorso e assistenza ai connazionali in evidente difficoltà, operando attraverso un costante e stretto raccordo operativo con la sede dell’Ambasciata d’Italia a La Paz. Gli operatori ministeriali e il personale diplomatico presente sul territorio sudamericano stanno lavorando senza sosta per mappare e censire la posizione esatta di tutti i gruppi di viaggiatori rimasti bloccati, garantendo l’erogazione del necessario e fondamentale supporto logistico, sanitario e di prima necessità.

Il punto di maggiore criticità di questa complessa emergenza si colloca nello specifico all’interno della nota zona geografica di La Cumbre, uno dei valichi montani più spettacolari dal punto di vista paesaggistico ma al contempo tra i più insidiosi e pericolosi dell’intero Paese, situato ad appena ventiquattro chilometri di distanza dalla capitale La Paz. In questo particolare e fragile tratto di strada, le precipitazioni atmosferiche si sono trasformate in brevissimo tempo in vere e proprie bufere di neve e vento che hanno ricoperto integralmente la sede stradale, rendendo impossibile ogni manovra di guida sicura e azzerando quasi del tutto la visibilità dei conducenti.

A fronte di un quadro infrastrutturale e di viabilità irrimediabilmente compromesso, le autorità governative del Cile sono state costrette ad adottare misure d’emergenza drastiche, disponendo la chiusura totale ed ermetica di tutti i principali valichi di confine della zona. A partire dalla giornata di ieri e per tutta la giornata odierna di mercoledì 19 agosto, è stato inderogabilmente vietato il transito di veicoli e persone attraverso i valichi strategici di Chungará, Tambo Quemado, Visviri, Charaña, Colchane e Pisiga. Tale decisione drastica e preventiva si è resa assolutamente indispensabile per evitare che altri automobili o pullman potessero rimanere bloccati o prigionieri lungo i tratti stradali più impervi, isolati e del tutto privi di riparo e ristoro.

Per poter trarre in salvo tutte le persone rimaste intrappolate all’interno degli abitacoli e per riuscire a liberare la carreggiata stradale dai giganteschi cumuli di neve e ghiaccio, è stato necessario mettere in campo un imponente e coordinato dispiegamento di forze e mezzi pesanti guidato dalla Protezione Civile boliviana. Le squadre di soccorso e gli operatori d’emergenza hanno dovuto lavorare in condizioni ambientali proibitive, affrontando una visibilità ridotta al minimo e il pericolo costante di nuovi slavinamenti e valanghe, prima di riuscire finalmente ad aprire un varco stradale sicuro per evacuare i presenti e prestare le prime cure mediche agli automobilisti stremati dal gelo e dall’altitudine.

Alla luce di queste complesse premesse e dell’incertezza legata all’evoluzione del meteo, le autorità diplomatiche italiane hanno rivolto un sollecito ed esplicito invito a tutti coloro che intendano mettersi in viaggio nell’area andina nei prossimi giorni a valutare attentamente una variazione del proprio itinerario. Per tutti i viaggiatori che decidano comunque di procedere lungo tali tratte, la raccomandazione tassativa è quella di premunirsi adeguatamente per le emergenze in alta montagna, equipaggiandosi con scorte idriche e alimentari, coperte termiche e abbigliamento idoneo, tenendo sempre presente che le caratteristiche morfologiche del territorio possono rendere gli interventi di soccorso non immediati. Infine, per garantire un monitoraggio costante e la massima sicurezza, si raccomanda caldamente di registrare la propria presenza ed itinerario sul portale Dove siamo nel Mondo o tramite l’applicazione mobile Viaggiare Sicuri.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure