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Decidono di morire insieme, si tagliano i polsi: lei finisce in carcere

Pubblicato: 20/08/2026 09:36
Reparto di ospedale a Napoli con luci soffuse e atmosfera tesa

Avevano deciso di morire insieme, secondo la ricostruzione degli inquirenti. Un progetto maturato durante una notte trascorsa tra alcol e farmaci e che ha rischiato di concludersi con la morte di uno dei due. A distanza di una ventina di giorni, la 30enne arrestata per quanto accaduto è stata scarcerata: resta però indagata per tentato omicidio del consenziente.

La donna ha lasciato il carcere di Como dopo la decisione del Tribunale del Riesame di Milano, che ha accolto il ricorso presentato dal suo avvocato Paolo Conti contro la custodia cautelare disposta dal gip di Varese.

Scarcerata, dovrà indossare il braccialetto elettronico

Per la trentenne la misura cautelare è stata dunque attenuata, ma rimangono diverse prescrizioni. Dovrà presentarsi ogni giorno in caserma per l’obbligo di firma, non potrà avvicinarsi al fidanzato, considerato persona offesa nel procedimento, e dovrà indossare il braccialetto elettronico.

Resta da chiarire nel corso del procedimento quale sia stato esattamente il ruolo della donna e quali eventuali responsabilità possano esserle attribuite nella vicenda.

La notte tra alcol, farmaci e il proposito di morire

I fatti risalgono alla notte tra il 24 e il 25 luglio. Secondo quanto ricostruito, i due trentenni avrebbero assunto alcol e farmaci e, nel corso della notte, sarebbe maturata la decisione di togliersi la vita insieme.

Per mettere in atto il proposito avrebbero utilizzato una lametta da barba, procurandosi delle ferite alle braccia. Le conseguenze, tuttavia, sono state molto diverse: la donna avrebbe riportato soltanto una lesione superficiale, mentre il fidanzato si sarebbe reciso un’arteria, cominciando a perdere una grande quantità di sangue.

La telefonata al 118 e la corsa in ospedale

Quando si è resa conto della gravità delle condizioni del compagno, è stata la stessa 30enne a chiamare i soccorsi. All’arrivo, gli operatori del 118 avrebbero trovato l’uomo in una pozza di sangue. Trasportato d’urgenza in ospedale, è stato sottoposto a un intervento chirurgico necessario per arrestare l’emorragia.

Anche la donna è stata portata in ospedale e ricoverata nel reparto di Psichiatria. Nel frattempo sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato ed è stata informata la Procura.

Dopo le prime indagini è stato disposto l’arresto della trentenne, che al momento delle dimissioni dall’ospedale è stata trasferita nel carcere di Como. Qui ha trascorso una ventina di giorni prima della decisione del Riesame che ne ha disposto la scarcerazione, sostituendo la custodia in carcere con misure cautelari meno afflittive.

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