
Milo Infante si prepara a vivere una delle stagioni più decisive della sua carriera televisiva con il passaggio ufficiale da Rai a Mediaset. Un cambio di casacca significativo che lo vede diventare una delle figure centrali dell’offerta informativa di Retequattro e Canale 5. Il conduttore milanese affronta questa nuova avventura professionale con una dose di inevitabile apprensione abbinata a un forte impegno operativo, consapevole della responsabilità affidatagli dall’azienda di Cologno Monzese. Il debutto segna un punto di svolta strategico per i palinsesti autunnali, puntando ad ampliare il pubblico interessato alla cronaca nera e al giornalismo d’inchiesta attraverso format flessibili e integrati tra loro.
I programmi in partenza tra mattina, pomeriggio e prima serata
La nuova programmazione prende il via con una presenza capillare durante tutta la giornata. Si parte la mattina con Ore 11, una striscia quotidiana in onda su Retequattro pensata come uno spazio di sperimentazione e un primo test di sintonia con l’elettorato televisivo della rete. Il pomeriggio vede invece Infante alla guida di Verità Nascoste – Il Diario su Canale 5, una parentesi temporanea di due settimane che anticipa il ritorno di Dentro la notizia condotto da Gianluigi Nuzzi. Il piatto forte della proposta è rappresentato da Verità Nascoste in prima serata ogni martedì su Retequattro. Questa collocazione ha richiesto un importante spostamento interno di palinsesto, con la trasmissione È sempre Cartabianca slittata al mercoledì, posizionando Infante in una sfida diretta con competitor storici dell’informazione serale.
La visione del giornalismo e i timori sulla politica
Il pilastro fondamentale della linea editoriale proposta resta la cronaca, affrontata attraverso la combinazione tra narrazione in tempo reale e ricerca della memoria storica. Per raggiungere questo obiettivo, il conduttore si avvale della sinergia tra la struttura di Videonews e il gruppo di autori fidati provenienti con lui dalla televisione pubblica, affiancati da un parterre di ospiti selezionati per le loro reali competenze sul campo. Pur mantenendo un ampio margine di manovra su diversi ambiti dell’attualità, Infante non nasconde la sua preoccupazione nei confronti delle dinamiche della comunicazione politica tradizionale, dichiarandosi terrorizzato dai soliti proclami da campagna elettorale. La sua intenzione è quella di sovvertire lo schema classico, focalizzandosi prima su ciò che è rimasto incompiuto e sulle gestioni passate, per poi analizzare le promesse future.
Le motivazioni del passaggio e l’indipendenza professionale
La decisione di interrompere il legame con la Rai nasce da un’esigenza profonda di rinnovamento e dalla mancata realizzazione di progetti più volte prospettati negli anni scorsi. Il giornalista aveva chiesto la direzione di una struttura a costo zero per poter testare nuovi format e, di fronte al prolungarsi dello stallo, ha scelto di intraprendere una strada diversa comunicando la propria decisione ai vertici di Viale Mazzini. Il successivo accordo con Mediaset si è tradotto non solo nella conduzione di nuove trasmissioni, ma anche nell’assunzione del ruolo di condirettore di Videonews, un traguardo considerato dal conduttore come un punto di arrivo fondamentale per la propria maturità professionale. Le polemiche politiche legate al suo trasferimento vengono liquidate rivendicando la propria natura di battitore libero da condizionamenti di partito, come dimostrato dall’assenza di interventi difensivi da parte dell’arco parlamentare.
I casi mediatici tra etica televisiva e interesse del pubblico
Nell’ambito del dibattito sulla copertura dei grandi casi di cronaca giudiziaria, l’attenzione si concentra spesso sui rischi di sovraesposizione e morbosità mediatica. Il conduttore difende il ruolo svolto dai programmi di approfondimento, evidenziando come l’attenzione delle telecamere riesca frequentemente a riaccendere i riflettori su dettagli decisivi, arrivando a fornire spunti utili persino per gli impianti accusatori dei magistrati. Pur riconoscendo l’opportunità di calibrare la presenza di argomenti storici come il delitto di Garlasco ed evitandone l’abuso, Infante sottolinea che la risposta degli spettatori dimostra un interesse continuo verso queste vicende. La sfida quotidiana rimane quella di trovare un equilibrio tra le esigenze d’ascolto e la qualità dell’informazione, garantendo la presenza di opinionisti qualificati ed evitando la ricerca del sensazionalismo a ogni costo.


