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Vannacci torna all’attacco con l’AI, Boldrini diventa “Elena di T***a”: il post sui migranti

Pubblicato: 20/08/2026 19:55

Roberto Vannacci torna a utilizzare l’intelligenza artificiale come strumento di comunicazione e provocazione politica. Questa volta nel mirino del leader di Futuro Nazionale finisce Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico ed ex presidente della Camera, raffigurata in un’immagine generata con l’AI nei panni di Elena di Troia. Il fotomontaggio accompagna un gioco di parole sul “Cavallo di Troia”, utilizzato da Vannacci per attaccare le posizioni della parlamentare sul tema dell’immigrazione.

Il post riproduce graficamente la voce di un ipotetico “Dizionario della lingua italiana”, attribuendo all’espressione “Cavallo di Troia” una definizione politica costruita dallo stesso Vannacci: una persona considerata strumento per favorire l’arrivo degli “harraga” e modificare gli equilibri sociali e culturali del Paese.

Il post contro Boldrini e il riferimento agli “harraga”

La provocazione prende spunto dal celebre stratagemma della mitologia greca utilizzato per entrare nella città di Troia. Vannacci ne offre però una reinterpretazione legata all’attuale dibattito sull’immigrazione, accompagnandola con l’immagine artificiale di Boldrini nelle vesti di Elena.

Nel testo compare il termine “harraga”, parola di origine araba utilizzata soprattutto nel Maghreb per indicare coloro che emigrano irregolarmente, spesso attraversando il Mediterraneo senza i documenti necessari. Nella definizione proposta da Vannacci, il “Cavallo di Troia” diventa così una metafora di chi, secondo la sua impostazione politica, favorirebbe l’immigrazione irregolare con conseguenze sugli equilibri culturali e sociali italiani.

L’accostamento a Boldrini non è casuale. L’ex presidente della Camera è da anni una delle figure politiche maggiormente associate alle battaglie per l’accoglienza, i diritti dei migranti e la cittadinanza, posizioni molto distanti da quelle sostenute dal leader di Futuro Nazionale.

L’intelligenza artificiale entra nella comunicazione di Vannacci

Non è la prima volta che Vannacci ricorre a immagini e contenuti realizzati con l’intelligenza artificiale per colpire avversari politici, giornalisti o personaggi pubblici. L’AI è ormai diventata una componente riconoscibile della sua strategia social: immagini volutamente paradossali vengono accompagnate da definizioni, giochi di parole e messaggi politici immediatamente identificabili.

In precedenza era finita nel mirino Elly Schlein, descritta attraverso una definizione ironica che insisteva sulla presunta difficoltà di comprendere le sue dichiarazioni. Un altro contenuto aveva invece riguardato Matteo Pucciarelli, giornalista di Repubblica che per primo si occupò del libro Il mondo al contrario, contribuendo involontariamente alla grande esposizione mediatica dell’allora generale.

In quel caso Vannacci aveva coniato il “Metodo Pucciarelli”, definendolo come il fenomeno per il quale le critiche rivolte a lui e al suo libro finirebbero per aumentarne “notorietà, consenso e successo”.

L’AI come arma della battaglia politica sui social

La scelta di utilizzare nuovamente un’immagine artificiale conferma quanto l’intelligenza artificiale generativa stia entrando nella comunicazione politica italiana. La possibilità di creare in pochi minuti rappresentazioni realistiche o caricaturali degli avversari offre ai leader politici uno strumento particolarmente efficace sui social, dove l’immagine può raggiungere un pubblico molto più vasto rispetto a un intervento tradizionale.

Nel caso di Vannacci, l’utilizzo appare soprattutto funzionale a una comunicazione costruita sulla provocazione e sulla viralità. Il contenuto visivo attira l’attenzione, mentre la didascalia trasforma l’immagine in un messaggio politico facilmente condivisibile.

È una modalità che rende però sempre più sottile il confine tra satira, propaganda e rappresentazione artificiale della realtà. Nel caso del post su Boldrini la natura provocatoria dell’immagine è evidente, ma la crescente diffusione di contenuti politici generati artificialmente pone una questione più generale sulla riconoscibilità delle immagini create dall’AI e sulla loro capacità di influenzare la percezione degli elettori.

Boldrini nuovo bersaglio dello scontro sull’immigrazione

Al di là della provocazione grafica, il contenuto riporta al centro uno dei terreni sui quali Futuro Nazionale sta costruendo maggiormente la propria identità politica: l’immigrazione. Vannacci utilizza la figura di Boldrini come simbolo di una concezione dell’accoglienza che considera opposta alla propria proposta.

Il risultato è un nuovo capitolo di una comunicazione politica sempre più combattuta attraverso i social e nella quale l’intelligenza artificiale non rappresenta più soltanto una tecnologia, ma uno strumento della propaganda e dello scontro tra partiti. E Vannacci, con la serie di immagini dedicate agli avversari, sembra intenzionato a farne uno degli elementi distintivi della propria strategia.

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