
«Nei giorni successivi al 23 dicembre abbiamo iniziato a chiederci da dove venissero quelle sintomatologie di nausea e vomito». È il racconto di Alice Di Vita, trasmesso da Morning News, nell’ambito dell’inchiesta sulle morti per avvelenamento da ricina a Pietracatella, in provincia di Campobasso.
Secondo la testimonianza, tra le prime ipotesi avanzate dalla famiglia ci fu quella di un’intossicazione alimentare. «Abbiamo pensato alle cozze ma le ho mangiate anche io, mio nonno e mio zio», ha raccontato Alice.
Il cesto di cibo e la cena
La ragazza ha spiegato inoltre di non aver ricevuto visite nei giorni in questione e di aver aperto personalmente un cesto di alimenti ricevuto come regalo.
«Ho mangiato il miele e il panettone che conteneva mentre mio padre ha bevuto il vino», ha raccontato Alice, ricordando gli alimenti consumati dalla famiglia prima che emergesse il sospetto di un avvelenamento.
La morte di Sara e il dramma in ospedale
Nel racconto trova spazio anche quanto accaduto dopo la morte di Sara Di Vita. Quando la giovane è deceduta, Alice ha spiegato di averla vista in ospedale. Poco dopo sono arrivati alcuni parenti e il padre, Gianni Di Vita, avrebbe comunicato personalmente la notizia alla moglie Antonella Di Ielsi.
«Era distrutta», ha raccontato Alice, ricordando le condizioni della madre dopo aver appreso della morte della figlia. «Era debolissima ed è anche caduta a terra». A quel punto gli operatori sanitari l’hanno portata al pronto soccorso.
«Poco dopo anche mia madre era morta»
Mentre Alice rimaneva in ospedale insieme agli altri familiari, le condizioni della madre sembravano inizialmente stabili. «Mamma sembrava stabile e sedata, poco dopo anche mio padre è stato ricoverato», ha raccontato.
Il giorno successivo Alice è tornata in ospedale per sottoporsi ad alcuni accertamenti richiesti dai medici. È stato allora che ha ricevuto la notizia della seconda morte nella sua famiglia: «In mattinata mi hanno detto che anche mia madre era morta».


