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TikTok e corse clandestine: shock in Irlanda dopo la morte di cinque ragazzi 

Pubblicato: 22/08/2026 11:16

Un’inquietante deriva generazionale, alimentata dal mito della sfida estrema e dalla costante ricerca di visibilità sulla rete, sta trasformando le strade in un pericoloso palcoscenico a cielo aperto. Il confine tra la vita reale e il mondo virtuale si fa sempre più sottile e drammatico, spingendo gruppi di giovanissimi a spingersi oltre ogni limite di sicurezza pur di strappare un pugno di consensi online. Quando l’incoscienza si intreccia alla fame di adrenalina, la sequenza dei fatti rischia di mutarsi in un’immane tragedia, riaprendo un feroce dibattito sulle responsabilità sociali, il ruolo delle piattaforme e la necessità di tutelare le nostre comunità.

Il cruscotto illuminato, una mano guantata che avvia il motore, i volti mascherati sui sedili posteriori e una città buia oltre il parabrezza. Cominciano spesso così i video delle corse clandestine che attirano pubblico su TikTok con la promessa di inseguimenti e incidenti. Un fenomeno che ha sconvolto l’Irlanda dopo lo schianto costato la vita a cinque adolescenti che viaggiavano contromano in autostrada. Nelle prime ore del 16 agosto, un gruppo di giovani avrebbe fatto irruzione in abitazioni e auto nella contea di Kildare, a sud-ovest di Dublino. Lanzati contromano sull’autostrada M9 a bordo di una Bmw, si sono schiantati alle 3 del mattino contro una Hyundai.

Il bilancio delle vittime e le accuse a TikTok

Nell’incidente sono morti Joe Carthy, 15 anni, Kamil PustkowskiJack Kennedy e Alex McCarthy, tutti di 17, e Jeremy O’Brien, 18. Sono rimaste gravemente ferite tre sorelle, Ella HendrickenNiamh e Alma Kinsella, e il figlio di sette anni di quest’ultima. “Bisogna chiedersi come cinque giovani si siano incontrati e abbiano deciso che fosse una buona idea. Dove abbiamo sbagliato come società?”, ha dichiarato Graham Kavanagh, ex agente della Garda, la polizia irlandese.

Secondo Mary Aiken, docente di cyberpsicologia forense all’Università di East London, i social media hanno amplificato la ricerca di adrenalina: “Mentre guidano, filmano contemporaneamente contenuti. Hanno un piede nel mondo reale e uno nel cyberspazio. Pensano ai ‘like’, pensano al prestigio”. Il vescovo di Kildare e Leighlin, Denis Nulty, ha invitato alla compassione: “Le parole possono ferire, ma possono anche guarire. Non cerchiamo di mettere nessuno alla gogna”. Nel frattempo, TikTok ha rifiutato l’invito a comparire davanti alla commissione parlamentare sui media, con il presidente Alan Kelly che ha definito la decisione “uno schiaffo in faccia” alla popolazione irlandese.

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Ultimo Aggiornamento: 22/08/2026 11:19

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