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Dieci anni dal terremoto di Amatrice, Mattarella: “La ricostruzione va conclusa”

Pubblicato: 24/08/2026 11:44

A dieci anni dal terremoto del Centro Italia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama le istituzioni alla responsabilità della prevenzione e alla necessità di accelerare la ricostruzione. Il sisma del 24 agosto 2016, con epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto, provocò 299 vittime, 365 feriti e oltre 40 mila sfollati, colpendo duramente Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.

Per il capo dello Stato, quella tragedia resta una delle pagine più dolorose della storia repubblicana e deve rappresentare un monito permanente sulla necessità di rafforzare i sistemi di prevenzione sismica e la capacità di intervento nelle emergenze. Mattarella ha sottolineato anche l’urgenza di completare il risanamento dei territori nel più breve tempo possibile, restituendo alle comunità quella normalità interrotta dal terremoto.

Mattarella ricorda volontari e soccorritori

Nel suo messaggio, il presidente della Repubblica ha ricordato anche il ruolo svolto dai volontari arrivati da tutta Italia e dalle strutture di primo soccorso nelle ore immediatamente successive alle scosse. Un impegno che, insieme agli aiuti materiali, rappresentò fin dall’inizio un segnale di speranza per le popolazioni colpite.

Mattarella ha evidenziato come, anche in occasione del sisma del 2016, la solidarietà nazionale abbia costituito uno degli strumenti fondamentali per affrontare l’emergenza. Nel giorno dell’anniversario, il capo dello Stato ha quindi rivolto un pensiero alle famiglie delle vittime, ai feriti e a tutti coloro che videro la propria vita sconvolta dalla catastrofe.

Meloni: “L’Appennino centrale rinascerà”

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato la notte del 24 agosto 2016, quando alle 3.36 una violenta scossa diede inizio alla lunga sequenza sismica che avrebbe devastato numerosi centri dell’Appennino centrale. La premier ha reso omaggio alle 299 vittime e ricordato le difficoltà che hanno accompagnato il percorso di ricostruzione.

Secondo Meloni, negli anni successivi al terremoto rinvii e false partenze hanno rallentato il ritorno alla normalità, mentre negli ultimi anni sarebbe stato impresso un cambio di passo sia sul fronte della ricostruzione privata sia su quello degli investimenti pubblici. Tra i simboli recuperati ha citato la Basilica di San Benedetto a Norcia, quasi completamente distrutta dalla scossa del 30 ottobre 2016.

La presidente del Consiglio ha comunque riconosciuto che molto resta ancora da fare. L’obiettivo indicato dal governo è accompagnare alla ricostruzione materiale anche la ripresa economica e sociale dei borghi colpiti, per garantire loro un futuro e completare quella che Meloni ha definito la sfida della rinascita dell’Appennino centrale.

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