
Un volo durante una delle competizioni più impegnative sulle Alpi, poi l’impatto contro un cavo d’acciaio e la caduta nel vuoto per circa 60 metri. È morto così Rémi Bourdelle, atleta francese di parapendio di 34 anni, vittima di un incidente in Alto Adige mentre partecipava alla Dolomiti Superfly.
La tragedia si è verificata nella serata di martedì 25 agosto nei pressi del ponte Timmelsbrücke, in Val Passiria. Dopo la morte dell’atleta, gli organizzatori hanno deciso di annullare definitivamente la competizione.
L’incidente durante il volo
L’allarme è scattato intorno alle 19.20. A vedere quanto accaduto sarebbe stato un cacciatore che si trovava sul versante opposto della valle e che ha immediatamente contattato i soccorsi.
Secondo una prima ricostruzione, durante il volo Bourdelle avrebbe urtato uno Schussdraht, un cavo d’acciaio utilizzato negli alpeggi per trasportare a valle il fieno dopo la mietitura. L’impatto avrebbe fatto perdere al pilota il controllo del parapendio, facendolo precipitare per una sessantina di metri.
Teleferiche, cavi e altri ostacoli lungo le rotte vengono normalmente indicati nei sistemi di geolocalizzazione utilizzati dagli atleti. Saranno gli accertamenti a stabilire l’esatta dinamica dell’incidente e a chiarire se il cavo contro il quale si è schiantato il 34enne fosse correttamente segnalato.
I soccorsi e la morte
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti l’elisoccorso Pelikan 2, le squadre del Soccorso Alpino di Corvara in Passiria, la Guardia di Finanza di Merano e i vigili del fuoco volontari.
Le conseguenze della caduta, però, sono state fatali. Quando i soccorritori hanno raggiunto Bourdelle, per l’atleta non c’era ormai più nulla da fare. Il medico d’urgenza ha potuto soltanto constatarne il decesso.
La tragedia ha portato gli organizzatori della Dolomiti Superfly a interrompere la manifestazione, che avrebbe dovuto proseguire per diversi giorni.
Cos’è la Dolomiti Superfly
La Dolomiti Superfly è una competizione di hike and fly, disciplina che combina trekking e volo in parapendio. Gli atleti devono percorrere un lungo itinerario attraverso le Alpi alternando spostamenti a piedi e voli, utilizzando un unico set di attrezzatura.
La gara prevede partenza e arrivo a Levico Terme e attraversa un’ampia porzione dell’arco alpino. Tra i punti del percorso figurano il rifugio Chierego, sopra il lago di Garda, il castello di Neuschwanstein in Baviera, Canazei e il monte Antelao.
I concorrenti hanno sette giorni per completare l’itinerario e devono rispettare precise regole di sicurezza, compreso il divieto di volare dopo le 20.
Chi era Rémi Bourdelle
Rémi Bourdelle aveva 34 anni ed era nato a Chamonix, una delle località simbolo dell’alpinismo e degli sport di montagna francesi. La sua esperienza con il parapendio era iniziata prestissimo: aveva cominciato a volare quando aveva appena 11 anni.
Accanto all’attività agonistica lavorava come insegnante di educazione fisica al liceo Frison-Roche di Chamonix. Era inoltre un atleta conosciuto nel panorama internazionale dell’hike and fly.
Nel 2025 aveva conquistato il sesto posto alla Red Bull X-Alps, durissima competizione che porta gli atleti ad attraversare le Alpi alternando parapendio e spostamenti a piedi.
Bourdelle aveva inoltre realizzato un volo a triangolo di 314 chilometri, passando da Grenoble e dalla regione dello Chablais. Un curriculum che lo aveva reso un nome conosciuto e apprezzato tra gli appassionati della disciplina.
Dopo la tragedia, la Dolomiti Superfly lo ha ricordato come «uno dei piloti più rispettati e ammirati dalla comunità internazionale del parapendio». La gara, iniziata come una sfida attraverso le Alpi, si è così fermata dopo l’incidente costato la vita all’atleta francese.


