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13enne entra nel minimarket, il proprietario la violenta. Rilasciato dal giudice: “È pentito”

Pubblicato: 01/09/2026 11:30

Era entrata in un negozio per comprare tre succhi di frutta da portare ai fratelli più piccoli per merenda. Un gesto quotidiano che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si sarebbe trasformato in un’aggressione. Una ragazzina di 13 anni sarebbe stata vittima di violenza sessuale all’interno di un minimarket nella zona di Madonna di Campagna, a Torino. L’uomo accusato dell’abuso, un 42enne, è stato arrestato ma, dopo due notti trascorse in carcere, è tornato in libertà con l’obbligo di firma.

L’episodio risale al 29 agosto. La tredicenne era entrata nel minimarket per acquistare tre succhi di frutta quando, tra gli scaffali del negozio, sarebbe stata avvicinata e aggredita sessualmente dall’uomo. Una dinamica che sarebbe stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza presenti all’interno dell’esercizio commerciale.

Le telecamere e il secondo presunto abuso

Secondo quanto riportato da La Stampa, le immagini avrebbero documentato l’intero episodio. Ma dall’esame dei filmati sarebbe emerso anche un altro elemento: circa quaranta minuti prima, il 42enne avrebbe commesso un secondo abuso ai danni di un’altra donna.

L’identità di questa seconda presunta vittima non sarebbe stata ancora accertata. Gli investigatori stanno dunque lavorando anche per risalire alla donna e ricostruire quanto sarebbe accaduto poco prima dell’episodio che ha coinvolto la tredicenne.

L’arresto e la decisione del gip

Dopo l’intervento degli agenti, il 42enne è stato arrestato e portato nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino, dove ha trascorso due notti. Successivamente il giudice per le indagini preliminari ne ha disposto la scarcerazione, applicando la misura dell’obbligo di firma.

Nella valutazione del giudice avrebbe pesato la collaborazione mostrata dall’indagato, che avrebbe consegnato spontaneamente agli investigatori i filmati registrati dalle telecamere del minimarket. Il gip avrebbe inoltre rilevato nell’uomo un «atteggiamento di resipiscenza», cioè una manifestazione di pentimento rispetto alla condotta contestata.

Durante l’udienza il 42enne si sarebbe infatti detto pentito, sostenendo che quanto accaduto rappresentasse un episodio isolato. Elementi che il giudice ha ritenuto rilevanti nella valutazione delle esigenze cautelari, disponendo così il ritorno in libertà dell’indagato.

Il racconto della tredicenne dopo l’aggressione

Negli atti della polizia è confluito anche il racconto della tredicenne, che avrebbe descritto i momenti immediatamente successivi alla presunta violenza. Dopo essere uscita dal minimarket avrebbe accusato un forte malessere e avrebbe telefonato subito alla madre.

La ragazza avrebbe poi raggiunto la zona di una lavanderia, dove sarebbe rimasta bloccata e spaventata. Seduta sul marciapiede, avrebbe chiamato un amico chiedendogli di raggiungerla e venirla a prendere. È lì che avrebbe atteso l’arrivo di qualcuno che potesse aiutarla, ancora sotto choc per quanto appena accaduto.

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