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Abolizione bollo auto, le ultime notizie: cosa succede

Pubblicato: 08/09/2026 13:01

Da anni il bollo auto è una delle imposte che più alimentano il malcontento degli automobilisti italiani. Il pagamento annuale legato al possesso del veicolo viene spesso percepito come un costo difficile da evitare e, proprio per questo, l’ipotesi di una sua cancellazione torna periodicamente al centro del dibattito politico.

Nelle ultime settimane il tema è tornato a circolare con particolare insistenza, anche in vista della prossima legge di Bilancio. Ma occorre distinguere tra una proposta politica e una misura già approvata: al momento, infatti, non esiste alcuna certezza sull’abolizione del bollo auto nel 2027.

La possibilità è stata rilanciata da Antonio Tajani, leader di Forza Italia e ministro degli Esteri, che ha indicato la riduzione della pressione fiscale tra le priorità del partito in vista del confronto sulla manovra. L’ipotesi riguarda sia il bollo auto sia quello sulle moto, ma non è ancora accompagnata da un provvedimento definito né da una copertura finanziaria individuata.
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La proposta di Forza Italia

L’abolizione del bollo auto e moto dovrebbe quindi essere portata da Forza Italia al tavolo della maggioranza come una proposta nell’ambito di un più ampio intervento sulle tasse.

Il progetto del partito azzurro comprende infatti diverse misure fiscali. Tra queste viene valutata anche l’estensione del secondo scaglione Irpef fino a 60.000 euro, insieme alla detassazione delle tredicesime più basse e a interventi a favore del ceto medio.

All’interno di questo pacchetto compare anche l’ipotesi di ridurre o cancellare il bollo auto e moto. Proprio su questo punto, tuttavia, mancano ancora elementi decisivi. Non è stato infatti chiarito se l’obiettivo sia una cancellazione generalizzata dell’imposta oppure un intervento limitato a determinate categorie di automobilisti.

La differenza sarebbe sostanziale, soprattutto sotto il profilo dei costi.

Quanto vale il bollo auto

Per comprendere perché l’abolizione sia tutt’altro che semplice bisogna guardare alle risorse che ogni anno arrivano dai versamenti degli automobilisti.

Secondo i dati riportati nel testo, nel 2023 il bollo auto ha garantito circa 7,5 miliardi di euro di gettito. Una cifra che dovrebbe essere compensata nel caso in cui l’imposta venisse eliminata integralmente.

Il punto centrale è che queste risorse non finiscono direttamente nelle casse dello Stato. Il gettito è infatti destinato soprattutto alle Regioni, alle quali dal 2020 è attribuito integralmente il ricavato del tributo in base alle disposizioni introdotte con il decreto Milleproroghe. Fanno eccezione Sardegna e Friuli-Venezia Giulia, dove la riscossione viene gestita dall’Agenzia delle Entrate.

Questo rende particolarmente complesso immaginare una cancellazione senza una contemporanea individuazione di nuove risorse.

Dove finiscono le entrate

Il bollo auto non finanzia esclusivamente interventi direttamente collegati alla circolazione stradale. Le entrate confluiscono infatti nei bilanci regionali e contribuiscono, più in generale, alla copertura delle diverse attività e dei servizi gestiti dalle Regioni.

Tra questi rientrano anche settori essenziali come sanità, politiche sociali e interventi per la tutela dell’ambiente.

Secondo gli ultimi dati disponibili riportati nel testo, il gettito del bollo rappresenta circa il 5,7% delle entrate tributarie regionali. Si tratta quindi di una componente tutt’altro che marginale per i bilanci degli enti territoriali.

Una cancellazione totale dell’imposta senza una copertura alternativa produrrebbe un vuoto finanziario superiore ai 7 miliardi di euro. Per evitare conseguenze sui bilanci regionali, lo Stato dovrebbe quindi garantire risorse equivalenti.

È proprio questo uno dei principali ostacoli all’ipotesi di un’abolizione generalizzata.

Perché l’abolizione nel 2027 resta difficile

La questione si inserisce in un quadro nel quale il governo dovrà già individuare le risorse necessarie per finanziare le misure prioritarie della prossima legge di Bilancio.

Un intervento capace di eliminare completamente il bollo per tutti gli automobilisti richiederebbe una copertura annuale nell’ordine di 7,5 miliardi di euro. Una somma significativa, soprattutto considerando che la cancellazione non potrebbe semplicemente tradursi nella perdita di entrate per le Regioni.

Per questo, allo stato attuale, le possibilità di un’abolizione totale appaiono limitate.

Il tema, comunque, non è inventato né può essere considerato una semplice indiscrezione. La proposta esiste e Forza Italia intende sottoporla al confronto con gli altri partiti della maggioranza. Il passaggio decisivo sarà però quello della copertura economica e dell’eventuale accordo politico.

Lo stesso Tajani ha inoltre chiarito che alcune delle misure fiscali indicate potrebbero essere realizzate nell’immediato, mentre altre potrebbero essere rinviate alla prossima legislatura.

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Riduzione ed esenzioni restano le ipotesi più concrete

La domanda sull’abolizione del bollo auto nel 2027, dunque, non ha al momento una risposta definitiva. Non c’è una decisione che preveda la cancellazione dell’imposta, ma c’è una proposta politica che Forza Italia vuole portare al tavolo della maggioranza.

Per arrivare a un’abolizione completa sarebbe necessario trovare ogni anno una somma sufficiente a sostituire il gettito oggi destinato alle Regioni. È questo il principale problema finanziario da risolvere.

In assenza delle risorse necessarie, appare più concreta l’ipotesi di un intervento meno esteso, come una riduzione del bollo oppure l’introduzione di nuove esenzioni mirate, che potrebbero affiancarsi a quelle già previste.

Al momento, quindi, parlare di addio definitivo al bollo auto sarebbe prematuro. La questione è sul tavolo politico, ma il percorso per trasformare la proposta in una misura effettiva resta ancora da costruire.

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