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“Se Mentana lascia La7…”. Notizia bomba: c’è già il nome del sostituto

Pubblicato: 09/09/2026 13:47

Ci sono passaggi nella storia di una rete televisiva che possono trasformarsi in un vero spartiacque. La stagione che si apre davanti al pubblico italiano non sarà soltanto quella dei nuovi programmi e dei consueti cambi di palinsesto: sullo sfondo ci sono gli appuntamenti politici del prossimo anno e una competizione elettorale che renderà ancora più centrale il ruolo dell’informazione televisiva.

In questo scenario, una delle partite più delicate riguarda una delle figure che da anni rappresentano il volto dell’informazione di una rete. La possibilità di un cambiamento alla guida del telegiornale potrebbe infatti modificare equilibri costruiti nel corso di molto tempo. E, mentre non esiste ancora una certezza sull’addio, i movimenti interni sembrano indicare che l’ipotesi venga comunque presa in considerazione.
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Il futuro di Enrico Mentana

Il protagonista della vicenda è Enrico Mentana, alla direzione del Tg La7 da 16 anni. Il giornalista non ha escluso la possibilità di lasciare la rete, ma al momento non esiste una conferma definitiva di un suo addio.

La questione dovrebbe trovare un punto di svolta nelle prossime settimane, quando saranno valutati gli scenari per il futuro della direzione della testata.

Secondo quanto riportato nel testo, però, La7 non sarebbe semplicemente in attesa di una decisione di Mentana. La rete starebbe già valutando una possibile alternativa, preparando eventualmente il dopo-Mentana.

Il nome che circola sarebbe quello di Antonio Di Bella, giornalista con una lunga esperienza nel servizio pubblico e in ruoli di vertice dell’informazione televisiva.

Antonio Di Bella possibile successore

Di Bella ha diretto Rai3Tg3 e RaiNews, oltre ad aver svolto per anni il lavoro di cronista e corrispondente Rai da città come New York e Parigi.

Il suo profilo, secondo l’ipotesi riportata, sarebbe quello sul quale Urbano Cairo e Andrea Salerno intenderebbero puntare nel caso in cui Mentana lasciasse la direzione del Tg La7.

La scelta avrebbe anche un’altra caratteristica: Di Bella è già conosciuto dal pubblico della rete. Il giornalista è infatti presente come opinionista in diversi programmi quotidiani di La7, tra cui DimartedìL’aria che tira e Tagadà.

Un eventuale arrivo alla direzione del telegiornale rappresenterebbe quindi una soluzione proveniente dall’esterno dell’attuale squadra dirigenziale del Tg, riducendo le possibilità di una successione interna.

Tra i nomi che potrebbero essere considerati in quest’ultimo scenario figurano infatti Gaia Tortora, vicedirettrice della testata, Alessandra SardoniPaolo Celata e Francesca Fanuele, giornalisti che negli anni hanno costruito profili autorevoli all’interno del Tg La7.

La trattativa per restare a La7

La partita, tuttavia, è tutt’altro che chiusa. Resta da capire se le indiscrezioni su una possibile successione siano il preludio a un effettivo cambio alla guida del telegiornale oppure se la vicenda possa concludersi con una nuova conferma di Mentana.

Il direttore di La7 Andrea Salerno, in una recente intervista a Fanpage, aveva espresso la speranza che il giornalista restasse alla guida della testata.

Allo stesso tempo, le recenti critiche di Mentana nei confronti della linea della rete avrebbero alimentato interrogativi più profondi sul rapporto tra il direttore e La7. Nel testo viene indicata la possibilità che quelle prese di posizione non rappresentino soltanto una fase della trattativa, ma possano essere il segnale di una strategia orientata verso un’uscita dalla rete.

Da qui partono le ipotesi sul futuro professionale del giornalista.

Le possibili destinazioni di Mentana

Una delle possibilità riguarda il gruppo Gedi, dove sarebbe allo studio da mesi un progetto per la creazione di un canale all-news e di un nuovo telegiornale affidato proprio a Mentana. Il suo nome rappresenterebbe, in questa prospettiva, uno degli elementi centrali dell’operazione.

Un’altra ipotesi porta invece a Mediaset, con un possibile ritorno di Mentana a quasi vent’anni dal suo addio al gruppo. L’idea sarebbe quella di affidargli un ruolo utile a riequilibrare l’orientamento politico dell’informazione televisiva del gruppo.

Questa eventualità, però, viene descritta come poco concreta sulla base delle voci provenienti da Cologno Monzese, dove sarebbe considerata più una suggestione legata al passato che uno scenario realmente sul tavolo.

Infine c’è la possibilità di un ritorno in Rai. Anche in questo caso, però, l’ipotesi appare tutt’altro che definita. Il ragionamento nascerebbe dalle recenti critiche rivolte da Mentana alla presunta tendenza sinistrorsa di La7 e dalla conseguente idea che il giornalista potrebbe trovare una collocazione più compatibile con l’attuale universo politico legato alla maggioranza di governo.

Si tratta, al momento, di scenari e indiscrezioni, mentre la decisione sul futuro del direttore del Tg La7 resta ancora da definire.

Un possibile effetto domino

La questione non riguarda soltanto il destino professionale di Enrico Mentana. Una sua eventuale uscita da La7 avrebbe conseguenze anche sugli equilibri interni della rete e, più in generale, sul panorama dell’informazione televisiva italiana.

Dopo 16 anni alla guida del Tg, un cambio di direzione aprirebbe infatti una nuova fase per la testata e costringerebbe La7 a scegliere non soltanto un nuovo direttore, ma anche quale continuità dare alla linea editoriale costruita negli anni.

Sul tavolo ci sarebbe quindi una doppia partita: da una parte il futuro di Mentana, dall’altra quello del Tg La7. Il nome di Antonio Di Bella rappresenta, in questo momento, una delle possibili soluzioni per la successione. Ma finché le trattative non arriveranno a una conclusione, resta aperta anche la possibilità che il direttore rimanga al suo posto.

La decisione assumerà un peso ancora maggiore considerando che la prossima stagione televisiva accompagnerà il Paese verso le elezioni del prossimo anno. Per questo, qualunque sarà l’esito della partita, l’eventuale addio di Mentana potrebbe innescare un cambiamento molto più ampio del semplice avvicendamento alla guida di un telegiornale.

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