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Strage di Pietralata, l’ipotesi shock che cambia tutto: “Ecco cos’ha fatto la madre”

Pubblicato: 09/09/2026 15:35

Potrebbe essere stata Valentina Pambianco a impugnare la pistola e a sparare prima al marito Luca Abbasciano, poi alla figlia di cinque anni e infine a se stessa. È la nuova ipotesi investigativa sulla tragedia avvenuta nell’appartamento di via dell’Antracite, a Pietralata, dove il 31 agosto è stata trovata senza vita l’intera famiglia.

La ricostruzione, riportata da LaPresse, rappresenterebbe al momento una delle piste prese in considerazione dagli investigatori, ma non è ancora stata accertata. Proprio per stabilire chi abbia materialmente utilizzato l’arma e quale sia stata la sequenza degli spari, la Procura di Roma ha disposto ulteriori accertamenti chimico-balistici.

I primi esami avevano infatti evidenziato residui di polvere da sparo sulle mani di entrambi i genitori, lasciando aperti diversi scenari sulla dinamica.

Il giallo su chi abbia sparato

Quando carabinieri e magistrato entrarono nell’abitazione trovarono i corpi dei componenti della famiglia e la pistola utilizzata. Anche il cane di casa è stato trovato morto, raggiunto da un colpo d’arma da fuoco.

Fin dall’inizio gli investigatori hanno lavorato sull’ipotesi di un duplice omicidio seguito da suicidio, ma il punto ancora da chiarire è chi abbia premuto il grilletto.

Inizialmente l’attenzione si era concentrata soprattutto su Luca Abbasciano. I risultati degli accertamenti medico-legali hanno però reso il quadro meno netto: tracce compatibili con residui di sparo sono state rilevate anche sulla moglie e gli stessi specialisti hanno sottolineato che gli elementi disponibili non consentono ancora di attribuire con certezza tutti gli spari a una sola persona.

Ora gli approfondimenti dovranno verificare anche l’ipotesi opposta, e cioè che possa essere stata Valentina Pambianco ad avere un ruolo attivo nella sequenza degli spari.

La perizia chimico-balistica

Un passaggio decisivo sarà rappresentato dalla perizia disposta dalla Procura di Roma. Gli specialisti dovranno analizzare l’arma, i proiettili, le traiettorie e gli altri elementi raccolti nell’appartamento per tentare di ricostruire la successione degli eventi.

Agli esami balistici si aggiungono quelli tossicologici e biologici, importanti anche per comprendere le condizioni nelle quali si trovavano le vittime al momento della morte e se qualcuna di loro avesse assunto farmaci.

Gli accertamenti dovranno quindi confermare o smentire la nuova ricostruzione. Al momento, non è possibile stabilire con certezza chi abbia sparato.

Le lettere trovate nell’appartamento

A orientare fin dalle prime ore le indagini verso una tragedia maturata all’interno della famiglia sono stati anche i numerosi scritti lasciati nell’abitazione.

Nella casa sarebbero state trovate circa venti lettere, destinate a familiari e persone vicine alla coppia, con disposizioni e messaggi d’addio. Tra le frasi emerse dagli scritti c’è «Da soli non ce la facciamo», parole che gli investigatori stanno analizzando per comprendere il contesto nel quale sarebbe maturata la decisione.

Carabinieri e Procura hanno inoltre acquisito cellulari e computer della coppia per ricostruirne comunicazioni, ricerche e ultimi contatti.

Le cure della figlia e gli accertamenti sulle spese

Un altro capitolo dell’inchiesta riguarda la situazione familiare ed economica. La bambina era affetta da una grave patologia e i genitori avevano cercato negli anni diverse possibilità terapeutiche, affrontando anche viaggi all’estero.

Tra questi c’erano soggiorni in Messico, dove la famiglia si era rivolta a un centro che proponeva trattamenti sperimentali. Le spese sostenute sarebbero state particolarmente elevate e gli investigatori stanno effettuando verifiche anche sui conti della coppia.

Questi elementi vengono analizzati per ricostruire il contesto della tragedia, ma non consentono da soli di stabilirne il movente.

La risposta al principale interrogativo resta dunque affidata agli accertamenti scientifici: stabilire se a utilizzare la pistola sia stato Luca Abbasciano, Valentina Pambianco o se entrambi abbiano avuto un ruolo nella tragedia. Solo gli esiti delle perizie potranno permettere agli inquirenti di ricostruire con maggiore certezza quanto accaduto nell’appartamento di Pietralata.

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Ultimo Aggiornamento: 09/09/2026 15:42

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