
La sensazione è quella di una squadra entrata in una fase delicatissima proprio quando avrebbe avuto bisogno di ritrovare serenità. Le sconfitte si sono accumulate, gli infortuni hanno ridotto le alternative e intorno al Napoli il clima è diventato sempre più teso. Sullo sfondo, intanto, continua a crescere la contrapposizione tra la società e una parte del tifo organizzato, in una stagione che avrebbe dovuto avere tutt’altro significato.
A rendere ancora più evidente il momento difficile è arrivata una celebrazione che, per tempismo, ha finito per alimentare ulteriormente le polemiche. Nel pieno delle conseguenze della contestazione del Maradona e dopo la sconfitta contro l’Arsenal, il club ha ricordato gli anni della gestione di Aurelio De Laurentiis, mentre la squadra si prepara a una nuova partita ad alta tensione.
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La festa per i 22 anni di De Laurentiis
Aurelio De Laurentiis acquistò il Napoli dalla sezione fallimentare del tribunale il 5 settembre 2004. I suoi collaboratori più stretti hanno però scelto di celebrare la ricorrenza all’indomani del ko contro l’Arsenal, pubblicando sui social un messaggio dedicato al presidente.
«22 anni di traguardi, di emozioni e pagine indimenticabili della storia di questo club. Buon anniversario, Presidente».
Un messaggio celebrativo arrivato in un momento nel quale il rapporto tra società e parte della tifoseria è invece particolarmente complicato. La scelta ha dato l’impressione di voler mostrare compattezza e forza proprio mentre la pressione intorno al club aumenta.
Il Napoli arriva infatti da tre sconfitte consecutive, una striscia che non si verificava dalla stagione 2000/2001, quella conclusa con la retrocessione in Serie B.
E adesso c’è già un’altra partita che potrebbe diventare decisiva per il clima intorno alla squadra: domenica, a Fuorigrotta, arriva il Bologna.

Allegri: «In casa non abbiamo ancora vinto»
In questo scenario, Massimiliano Allegri appare consapevole della delicatezza del momento. Il tecnico non nasconde la necessità di interrompere immediatamente la serie negativa, soprattutto davanti al proprio pubblico.
«In casa non abbiamo ancora vinto ed è il momento di farlo. Siamo arrabbiati per questi risultati e tocca a noi invertire la tendenza negativa, sono sicuro che in un mese e mezzo o due rimetteremo a posto la nostra classifica in campionato, mentre in Champions League ci aspetta una dura lotta fino alla fine…».
Parole che fotografano una situazione nella quale la vittoria contro il Bologna diventa ancora più importante. Il Napoli deve invertire una tendenza che rischia di trascinare dentro la crisi non soltanto i risultati, ma anche il rapporto tra squadra, allenatore e ambiente.
La stagione del Centenario è iniziata nel modo peggiore possibile e la delusione della tifoseria cresce. Alle sconfitte contro Como, Inter e Arsenal si aggiunge infatti la sensazione che la rosa sia stata indebolita dal mercato, proprio quando sarebbe servito aumentare le alternative a disposizione dell’allenatore.
Sette assenze contro il Bologna
A complicare ulteriormente il lavoro di Allegri c’è un’infermeria nuovamente affollata.
Salvo recuperi dell’ultimo momento, contro il Bologna saranno sette gli assenti: McTominay, Anguissa, Meret, Buongiorno, Marianucci, Alisson Santos e Giovane.
Un numero pesante considerando che siamo soltanto all’inizio di settembre. Gli uomini a disposizione sono quindi contati e ogni soluzione diventa necessaria.
In questo quadro potrebbe trovare spazio anche Lang, escluso dalla sfida con l’Arsenal per motivi disciplinari dopo un litigio con Vergara durante un allenamento.
La tensione, dentro e fuori dal campo, è evidente. E per il Napoli sembra esserci una sola risposta immediata possibile: vincere.
Il braccio di ferro con il tifo organizzato
La crisi sportiva si sovrappone però a un’altra questione che da tempo alimenta le tensioni: il rapporto tra De Laurentiis e gli ultrà.
A luglio il tifo organizzato aveva scelto di organizzare una festa alternativa rispetto a quella ufficiale della società per celebrare il Centenario. La reazione del presidente non si è fatta attendere.
Il nodo è diventato quello degli striscioni allo stadio. La società ha fatto riferimento a una disposizione contenuta nel regolamento d’uso dell’impianto, legata alle gare europee. In campionato, invece, le restrizioni non possono essere applicate nello stesso modo e Prefettura e Questura si erano opposte al divieto voluto dalla società proprio per evitare ulteriori tensioni.
Per le competizioni europee il quadro è differente. La normativa richiamata dalla società prevede infatti che in occasione delle gare UEFA non sia consentita l’esposizione degli striscioni nei settori dello stadio e attribuisce alla SSC Napoli la possibilità di sospendere o revocare le autorizzazioni.
Il contrasto è così esploso durante i 90 minuti contro l’Arsenal, quando in curva è stata vietata una coreografia.
Il braccio di ferro, però, non sembra destinato a concludersi qui.

Un’altra domenica ad alta tensione
La sfida contro il Bologna arriva quindi in un momento nel quale ogni elemento sembra concorrere ad aumentare la pressione.
Da una parte ci sono i risultati, con tre sconfitte consecutive e una classifica da rimettere in carreggiata. Dall’altra gli infortuni, che hanno ridotto drasticamente le possibilità di scelta di Allegri. Sullo sfondo rimane poi il rapporto sempre più complicato con una parte della tifoseria.
E c’è anche il caso De Bruyne. Il belga ha avuto uno screzio in campo con Di Lorenzo e successivamente, davanti alle telecamere, ha risposto alle critiche con parole nette: «Il vero Kevin è questo, non so cosa vi aspettate da me».
Anche questo episodio contribuisce a raccontare una squadra nella quale la tensione è ormai palpabile.
Il compito più difficile ricade così sulle spalle di Allegri. L’allenatore deve trovare rapidamente una soluzione, con una rosa decimata dagli infortuni e un ambiente che chiede una risposta immediata.
Per De Laurentiis, intanto, il ventiduesimo anniversario della sua gestione arriva in mezzo alle polemiche. La celebrazione dei traguardi raggiunti si sovrappone a una fase sportiva complicata e a un rapporto con il tifo organizzato che resta segnato dal confronto.
La partita contro il Bologna rappresenta quindi molto più di una semplice sfida di campionato: per il Napoli è l’occasione per interrompere la crisi e provare a riportare almeno un po’ di equilibrio in un ambiente che, dopo un avvio così difficile, rischia di diventare sempre più incandescente.


