
Una esplosione di enorme potenza ha scosso nella serata di giovedì il sud del Libano. L’esercito israeliano ha fatto detonare oltre 1.100 tonnellate di esplosivo per demolire una vasta rete di tunnel sotterranei sul crinale di Ali al-Taher, infrastrutture che Israele attribuisce a Hezbollah. La deflagrazione è stata così violenta da produrre un segnale sismico di magnitudo 4.1 rilevato dagli strumenti di monitoraggio.
Secondo l’Idf, l’operazione ha portato alla distruzione di oltre due chilometri di infrastrutture sotterranee. All’interno, afferma l’esercito israeliano, erano stati trovati razzi, missili, droni, armi anticarro, mine e ordigni esplosivi, oltre a un complesso di comando riconducibile all’unità Badr di Hezbollah.
L’esplosione registrata come un terremoto
La potenza della demolizione ha avuto un effetto insolito anche sui sistemi utilizzati per rilevare i terremoti. Intorno alle 21.08 ora locale è stato registrato nel sud del Libano un evento sismico di magnitudo 4.1, localizzato strumentalmente a una profondità di 10 chilometri.
Il dato non significa necessariamente che si sia verificato un terremoto naturale. Una deflagrazione sotterranea sufficientemente potente può infatti generare onde sismiche rilevate dalle stazioni e classificate inizialmente dai sistemi automatici in maniera analoga a quelle prodotte da un sisma. Anche l’indicazione della profondità non corrisponde quindi necessariamente alla reale profondità delle esplosioni.
La detonazione è stata avvertita in una vasta area del Libano meridionale. L’agenzia di stampa statale libanese NNA ha riferito che il boato e le vibrazioni sono stati percepiti a Nabatiyeh e nelle località circostanti.
Oltre 1.100 tonnellate di esplosivo
A fornire le dimensioni dell’operazione è stato lo stesso esercito israeliano. Secondo quanto riportato da Ynet, per distruggere le infrastrutture sotterranee di Ali al-Taher sarebbero state utilizzate più di 1.100 tonnellate di esplosivo.
L’Idf sostiene che nei tunnel siano state rinvenute decine di razzi, missili e droni di fabbricazione iraniana, oltre a mitragliatrici, decine di missili anticarro e centinaia di mine e ordigni.
Nella rete sotterranea sarebbe stato individuato anche un centro di comando dell’unità Badr di Hezbollah, con sale operative, depositi di armi e ambienti destinati alla permanenza prolungata dei combattenti. Si tratta di informazioni diffuse dall’esercito israeliano e non verificate in modo indipendente.
Netanyahu e Katz: «Completato il controllo operativo»
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno annunciato con una dichiarazione congiunta la distruzione delle infrastrutture sotterranee, sostenendo che l’operazione abbia completato l’acquisizione del «controllo operativo» sul crinale di Ali al-Taher, sia in superficie sia nel sottosuolo.
Il crinale si trova a circa 15 chilometri dal confine con Israele ed è diventato negli ultimi mesi uno dei punti strategicamente più importanti degli scontri nel sud del Libano. Secondo fonti di sicurezza libanesi citate da Reuters, Hezbollah aveva realizzato nell’area un centro di comando sotterraneo e depositi di armamenti.
Israele sostiene che il complesso sia stato costruito nell’arco di circa vent’anni con finanziamenti e pianificazione iraniani e che fosse destinato anche a garantire capacità di osservazione e di fuoco verso il nord dello Stato ebraico. Hezbollah non ha fornito nell’immediato una propria versione sull’operazione.
La certezza, al momento, riguarda soprattutto la dimensione della deflagrazione: un’esplosione talmente potente da essere rilevata dai sistemi sismologici come un evento di magnitudo 4.1 e da essere avvertita a chilometri di distanza nel sud del Libano.


