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Ora solare in arrivo, l’esperto avverti gli italiani: “Rischi per la salute, come evitarli”

Pubblicato: 12/09/2026 11:59

C’è un momento, alla fine dell’estate, in cui il cambiamento arriva quasi senza farsi notare. Non serve aspettare il calendario: basta uscire nel tardo pomeriggio e accorgersi che la luce comincia a ritirarsi. Le giornate sembrano accorciarsi e quelle abitudini tipiche dei mesi estivi, dai bagni pomeridiani alle cene all’aperto, diventano progressivamente più difficili da immaginare. Alle 18.30, quando fino a poco tempo prima la giornata sembrava ancora pienamente aperta, comincia già a farsi sera.

È proprio quella sensazione a riportare in primo piano, con largo anticipo, il tema del cambio dell’ora. Il ritorno all’ora solare è previsto tra il 24 e il 25 ottobre 2026 e, come accade periodicamente, riapre la discussione sugli effetti che lo spostamento delle lancette può avere sul nostro organismo. Ma secondo l’analisi dell’immunologo Mauro Minelli, professore di Nutrizione clinica all’università Lum Giuseppe Degennaro, il disagio che associamo a questo passaggio potrebbe avere radici molto diverse da quelle di un semplice cambiamento dell’orario.
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Il ritorno dell’ora solare

Con l’avvicinarsi dell’ora solare 2026, torna anche il dibattito sui possibili effetti del cambiamento. Lo spostamento delle lancette di un’ora viene spesso associato a una sorta di piccolo jet-lag, una definizione che richiama i disturbi legati ai viaggi attraverso diversi fusi orari.

Minelli invita però a guardare la questione da un’altra prospettiva. A suo giudizio, il malessere percepito in questo periodo non sarebbe riconducibile semplicemente ai meccanismi biologici legati alla variazione dell’orario. Il punto, secondo l’esperto, sarebbe piuttosto ciò che il ritorno della stagione buia rappresenta sul piano psicologico e sociale.

L’ora solare, in questa lettura, diventerebbe quasi un segnale: non tanto la causa di un disagio, quanto il momento in cui diventa più evidente la conclusione dell’estate e delle sue abitudini.

Quando la luce lascia spazio al buio

Il passaggio dalla lunga luminosità estiva alle giornate più brevi modifica inevitabilmente la percezione del tempo. Le attività all’aperto terminano prima, i tavolini dei locali vengono progressivamente ritirati e quella sensazione di libertà legata alle sere d’estate lascia spazio a una quotidianità diversa.

Per Minelli, è proprio questo cambiamento a spiegare una parte del peso attribuito al cambio dell’ora. L’estate viene descritta dall’immunologo come una parentesi nella quale si tende a mettere temporaneamente da parte le preoccupazioni. Quando la luce diminuisce, invece, tornano in primo piano anche i problemi rimasti sullo sfondo.

Nella sua analisi vengono citati guerre, costo della vita, prezzo del carburante, cambiamenti climatici e violenze riportate quotidianamente dalle cronache. Sono questi, secondo l’esperto, gli elementi che possono contribuire a rendere più difficile il ritorno alla stagione fredda.

Il buio, quindi, assumerebbe un significato che va oltre quello strettamente naturale. Diventa il segnale della fine di una parentesi e del ritorno a una realtà dalla quale, durante l’estate, ci si può essere concessi una momentanea distanza.

Ora solare 2026, la data ufficiale del passaggio: lancette indietro nella notte tra il 24 e il 25 ottobre

Non solo i sessanta minuti delle lancette

Il dibattito sull’ora solare tende spesso a concentrarsi sui sessanta minuti dello spostamento delle lancette. È un cambiamento concreto, immediatamente percepibile, al quale vengono talvolta attribuiti effetti sul sonno e sull’equilibrio dell’organismo.

L’analisi di Minelli propone invece di rovesciare il punto di osservazione. Il problema, secondo il medico, non sarebbe necessariamente rappresentato da quei sessanta minuti, ma dal significato che attribuiamo alla diminuzione della luce e al passaggio dall’estate alla stagione più buia.

In questa prospettiva, parlare di un piccolo jet-lag rischierebbe di semplificare una sensazione più ampia. Non sarebbe soltanto l’orologio biologico a cambiare, ma il contesto quotidiano nel quale le persone si ritrovano a vivere.

Il ritorno dell’ora solare coincide infatti con un passaggio stagionale già percepibile nelle settimane precedenti: il tramonto arriva prima, le giornate si accorciano e le attività che durante l’estate sembravano naturali diventano meno frequenti.

La paura del buio oltre l’estate

La riflessione di Minelli arriva così a una conclusione che sposta il centro della discussione dalle lancette alla realtà che esse sembrano annunciare. Il cambio dell’ora, secondo questa interpretazione, non sarebbe di per sé il responsabile del disagio che molte persone avvertono.

A pesare sarebbe piuttosto la consapevolezza che l’estate è finita e che con il ritorno delle giornate più brevi torna anche tutto ciò che durante quella parentesi sembrava più lontano. Il buio diventa così una metafora della quotidianità, delle sue preoccupazioni e delle paure che non sono mai realmente scomparse.

Il 24 e 25 ottobre, dunque, le lancette torneranno indietro di un’ora. Ma nella lettura proposta dall’immunologo Mauro Minelli, quel gesto meccanico non rappresenterebbe il vero problema. Il passaggio all’ora solare 2026 renderebbe semplicemente più visibile qualcosa che era già lì: la fine dell’estate e il ritorno a una realtà dalla quale non è possibile allontanarsi soltanto prolungando le ore di luce.

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