
Il clima politico interno al movimento fondato nel 2009 si fa sempre più rovente, segnando un punto di non ritorno nella frattura tra il garante e l’attuale leadership. La tensione latente tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte è esplosa nuovamente attraverso i canali di comunicazione digitale, confermando una distanza ormai incolmabile sul futuro politico della forza di maggioranza e opposizione.
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La nuova offensiva social e l’ipotesi scissione
A riaccendere la miccia è stato un aggiornamento dello stato Whatsapp dell’ex comico genovese, contenente un attacco diretto alla gestione politica dell’ex premier. L’episodio non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in un vero e proprio scontro totale per la leadership morale e l’identità della comunità politica. Secondo quanto riporta Repubblica, dietro le quinte filtra una indiscrezione clamorosa: la nascita dell’ipotesi Movimento zero stelle, con la tentazione di un ritorno in campo dell’elevatore per fondare un nuovo partito in vista delle prossime elezioni per mettere in difficoltà la dirigenza attuale.

Il podcast con Fedez e la coincidenza con Nova
La tempistica delle esternazioni appare studiata nei minimi dettagli strategici. Il prossimo 21 settembre il garante sarà infatti ospite di Pulp, il podcast condotto da Fedez, a sole ventiquattr’ore di distanza dalla conclusione di Nova, la consultazione interna organizzata per definire il programma da presentare insieme alla coalizione progressista. Alla notizia dell’intervista streaming, la replica di Giuseppe Conte è arrivata senza esitazioni con toni perentori, sottolineando la piena autonomia del fondatore nelle sue scelte personali.

Tra il blog di Grillo e le aule di tribunale
Le radici del dissidio affondano nelle critiche formulate sul blog di Grillo lo scorso 29 luglio, dove si evidenziava lo scollamento tra la base popolare e i vertici attuali. La risposta della presidenza ha rivendicato le battaglie parlamentari portate avanti negli ultimi mesi. Oltre al dibattito pubblico, la vertenza si è trasferita sui binari giudiziari: mesi fa è stata avviata una causa legale formale incentrata sulla proprietà e sulla titolarità del nome e del simbolo storico, con possibili ripercussioni sulla presenza del simbolo nelle consultazioni elettorali del 2027.


