
Quando le vicende personali più intime e drammatiche irrompono nella vita pubblica di una figura politica di primissimo piano, il confine tra l’impegno istituzionale e la cura della propria salute diventa un bivio ineludibile. In un panorama politico locale ad altissima tensione, segnato da imminenti scadenze elettorali e complessi equilibri di partito, una decisione inaspettata scuote la comunità e riorganizza la scala delle priorità. Tra la sofferta necessità di fare un passo indietro, manifestazioni d’affetto trasversali e una profonda riflessione sui valori autentici dell’esistenza, la storia di un leader da sempre anticonformista torna a far discutere per la sua toccante umanità.

Ex frate francescano, due lauree in teologia e psicologia, assessore comunale, segretario provinciale ed imprenditore: Paolo Zenorini, bolzanino classe 1976, è abituato alle sfide complesse. L’ultimo bivio della sua vita lo ha messo di fronte alla malattia: alle porte c’è un ciclo di cure di un mese in ospedale, da cui nasce la scelta di lasciare il posto da assessore a Laives «per motivi personali», cedendo il testimone all’ex vicepresidente della Provincia Giuliano Vettorato. «In autunno dovrò affrontare delle cure, un ciclo di terapie di un mese in ospedale, che mi porteranno a non poter lavorare per un mesetto abbondante», spiega Zenorini. «Siccome in politica è necessario essere presenti per poter dare risposte ai cittadini ho deciso di dimettermi da assessore».
Il sostegno di Salvini, lo scontro con Vannacci e la visione sulla vita
Nonostante le dimissioni da assessore, Zenorini conferma che rimarrà segretario della Lega in Alto Adige fino al congresso del prossimo anno. Quando ha inviato la comunicazione della rinuncia al leader Matteo Salvini, il ministro gli ha risposto «forza amico mio»: un gesto apprezzato, anche se la fatica gli impedirà di partecipare alla radunata di Pontida. In vista della campagna elettorale, il segretario evidenzia le difficoltà del territorio di fronte alla scalata di Roberto Vannacci e al partito Futuro Nazionale: «Certe posizioni che sento mi creano molti problemi: penso alla disabilità e alla proposta delle classi separate, inaccettabile. La Lega ha preteso un ministero alla disabilità, con Alessandra Locatelli».
Sollecitato sulle sue radici religiose, l’ex frate affronta anche i temi etici più complessi, dal modello di accoglienza al fine vita: «Io credo che sia arrivato il tempo che questo argomento si underground ed affronti. Mettere la testa sotto la sabbia non ha senso. Se una persona che da vent’anni rantola nel letto chiede che gli vengano staccati i macchinari, io credo che dare uno strumento giuridico al medico sia un atto di carità». Una presa di posizione netta e lucida, formulata mentre si appresta a combattere la sua battaglia più personale.


