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Caro carburanti, Meloni chiede aiuto: “Servono azioni immediate dell’Ue”

Pubblicato: 15/09/2026 21:28

Il caro carburanti continua a pesare sui bilanci di famiglie e imprese, mentre i prezzi alla pompa raggiungono nuovi livelli. In autostrada il gasolio self-service ha superato i 2,3 euro al litro, arrivando a 2,313 euro, mentre la benzina è salita oltre quota 2,2 euro, a 2,212 euro. L’aumento dei costi dell’energia alimenta inoltre i timori per le bollette del prossimo inverno, in un quadro internazionale segnato dalle guerre e dalle speculazioni.

Di fronte alla nuova escalation dei prezzi, la premier Giorgia Meloni ha sottolineato la necessità di intervenire anche a livello europeo. In un colloquio con il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa, Meloni ha sostenuto che l’aumento dei prezzi dell’energia non rappresenta un problema limitato all’Italia. La presidente del Consiglio ha quindi chiesto “azioni mirate e immediate a livello europeo, a sostegno delle imprese e dei cittadini europei”, condividendo la proposta di Costa di mettere la competitività al primo punto dell’agenda del prossimo Consiglio europeo.

Il governo valuta una nuova proroga delle accise

Sul fronte italiano, il governo è chiamato a valutare nuovi interventi contro il caro carburanti. Le misure selettive basate sul reddito potrebbero non essere ancora pronte per il Consiglio dei ministri previsto domani. Per questo motivo prende corpo l’ipotesi di una nuova proroga, forse di una settimana, del taglio alle accise sul gasolio, attualmente in scadenza giovedì 17 settembre.

Una parte delle decisioni potrebbe dipendere dai dati Istat sui conti pubblici, attesi il 22 settembre. I numeri permetteranno di verificare se il rapporto tra deficit e Pil potrà scendere sotto il 3%, aprendo la strada all’uscita dell’Italia dalla procedura Ue per deficit eccessivo. In questo scenario, sul fronte energetico potrebbero aprirsi ulteriori margini di intervento grazie alla maggiore flessibilità di deficit prevista per il settore.

Il bonus colonnine parte il 22 settembre

Sempre il 22 settembre partirà il bonus colonnine, destinato a sostenere l’installazione di infrastrutture per la ricarica elettrica a uso privato. La misura prevede una dotazione complessiva di 68 milioni di euro fino al 2030 e un contributo pari all’80% delle spese sostenute per l’acquisto e la posa delle colonnine.

Per le persone fisiche il contributo potrà arrivare fino a 1.500 euro per ciascun richiedente. Il limite sale invece a 8.000 euro per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali. La misura si inserisce nel quadro delle iniziative legate alla mobilità elettrica mentre, parallelamente, il governo valuta come contenere l’aumento dei costi dei carburanti tradizionali.

I consumatori: aumenti fino a 19,4 miliardi

Le associazioni dei consumatori hanno quantificato l’impatto dei rincari. Secondo il Codacons, in appena un mese, dal 15 agosto, il costo di un pieno di benzina o gasolio in autostrada è aumentato di circa 7 euro. L’Adusbef stima invece che, con due pieni al mese, l’aumento del prezzo del gasolio rispetto alla media del 2025 possa tradursi in 695 euro annui in più per autovettura.

Per le auto diesel, secondo l’associazione, l’aggravio complessivo arriverebbe a 11,5 miliardi di euro considerando l’intero parco circolante italiano. Per le vetture a benzina la spesa annua per i rifornimenti risulterebbe invece superiore di 465,6 euro, per un impatto complessivo stimato in 7,9 miliardi di euro.

La stima complessiva dell’Adusbef porta così a 19,4 miliardi di euro annui di maggiore spesa potenziale per le famiglie sui rifornimenti di benzina e gasolio. L’associazione avverte che il rincaro potrebbe avere conseguenze anche sui bilanci familiari, sul potere d’acquisto e sui consumi, con effetti indiretti sull’economia.

Le richieste delle associazioni

L’Adusbef chiede al governo di intervenire anche attraverso prezzi amministrati temporanei per benzina e gasolio, indicandoli come uno strumento per fermare l’aumento dei listini. Il presidente Antonio Tanza parla della necessità di un intervento per contenere quella che definisce un’escalation dei prezzi.

Anche il Codacons segnala il rischio di un effetto a cascata sui bilanci delle famiglie. L’associazione contesta l’ipotesi di interventi selettivi e di bonus legati al reddito, ritenendo che raggiungerebbero soltanto una parte limitata dei nuclei familiari. La richiesta è invece quella di rafforzare il taglio delle accise e di estenderlo anche alla benzina, il cui prezzo in autostrada ha superato il precedente record del 2022.

L’allarme riguarda infine anche le bollette di luce e gas. Assoutenti sollecita il governo a predisporre misure per evitare che l’aumento dei costi energetici si traduca in una nuova stangata sui consumi durante i mesi invernali. Il tema dei carburanti si intreccia così con quello più ampio dell’energia, mentre Roma guarda anche alle prossime decisioni europee.

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