L’estate non sembra pronta a uscire di scena all’improvviso. Anche nella seconda metà di settembre l’Italia potrebbe vivere giornate molto miti, con temperature vicine ai valori estivi, prima di un cambio di passo più autunnale. Secondo Mario Giuliacci, la parola chiave delle prossime settimane sarà variabilità: sole e caldo lasceranno spazio, a tratti, a piogge, temporali e cali termici.
Il quadro dell’autunno 2026 non indica infatti un avvio subito freddo e piovoso. Settembre potrebbe restare caldo soprattutto al Centro-Sud, mentre ottobre e novembre sarebbero mediamente più miti della norma, ma con una crescente instabilità. In poche ore, il clima potrebbe cambiare volto.
Il caldo di settembre resiste ancora
Per Giuliacci, la fase più intensa del caldo africano sarebbe ormai vicina alla conclusione, senza però un crollo immediato delle temperature. Nella seconda parte del mese sono ancora possibili massime fra 25 e 30 gradi, con punte più elevate al Sud e sulle isole maggiori.
Il meteorologo invita a distinguere una vera ondata di caldo dal persistere di valori miti o superiori alla media. Anche dopo il termine della rimonta africana, le ore centrali della giornata e le zone interne potrebbero continuare a regalare una sensazione pienamente estiva.
La svolta attesa verso il 23 settembre
La tendenza più importante dovrebbe emergere nella parte finale di settembre, quando le perturbazioni atlantiche avrebbero maggiori possibilità di entrare sul Mediterraneo. L’alta pressione potrà ancora riportare sole e temperature elevate, ma l’arrivo di aria più instabile potrebbe interrompere rapidamente questo scenario.
Secondo le ultime indicazioni di Giuliacci, intorno al 23 settembre potrebbe esaurirsi definitivamente l’attuale fase di caldo nordafricano. Non sarebbe ancora l’arrivo del freddo, ma un passaggio più netto verso condizioni autunnali, con massime in diminuzione e fenomeni più frequenti, soprattutto al Nord e al Centro.
Ottobre mite, ma con piogge e temporali
Anche ottobre non sarebbe destinato a diventare subito freddo. Le proiezioni stagionali segnalano temperature mediamente superiori ai valori climatici su larga parte dell’Italia e dell’Europa centrale. Questo, però, non equivale a un’estate prolungata.
Le cosiddette ottobrate, con giornate stabili e insolitamente miti, potrebbero alternarsi a passaggi perturbati con vento, piogge e cali termici anche sensibili. La riduzione delle ore di luce e il ritorno delle perturbazioni renderanno comunque il clima molto diverso da quello di luglio e agosto.
Il Mediterraneo caldo aumenta i contrasti
Uno dei punti da osservare sarà il ritorno delle perturbazioni atlantiche. Dopo un’estate calda, il Mediterraneo conserva energia e umidità: l’ingresso di masse d’aria più fresche può quindi favorire contrasti termici marcati e lo sviluppo di temporali.
Ciò non significa che ogni passaggio perturbato porterà fenomeni estremi, ma non si escludono episodi di maltempo localmente intenso. Le tendenze indicano inoltre precipitazioni potenzialmente superiori alla norma in diverse aree del Mediterraneo, anche se oggi non è possibile stabilire dove e quando pioverà di più.
Nord, Centro e Sud con scenari diversi
L’autunno potrebbe arrivare con tempi differenti nelle varie zone del Paese. Il Nord sarebbe più esposto alle perturbazioni atlantiche, con maggiori occasioni per piogge e temperature in calo. Al Centro dovrebbe prevalere l’alternanza tra fasi stabili e peggioramenti improvvisi.
Sud e isole, invece, potrebbero conservare più a lungo un clima mite durante le rimonte anticicloniche dal Nord Africa. Nelle stesse giornate, dunque, l’Italia potrebbe risultare divisa tra piogge e aria più fresca al Nord e condizioni ancora quasi estive nelle regioni meridionali.
Novembre sopra media non significa estate
Le tendenze per novembre mostrano la possibilità di temperature ancora superiori alla media, in alcuni casi con anomalie più evidenti rispetto a ottobre. Giuliacci invita però a non confondere un mese più mite del normale con una prosecuzione dell’estate.
Un’anomalia di tre o quattro gradi non significa automaticamente sole e 30 gradi: a novembre le giornate sono più corte, le minime notturne più basse e il maltempo può occupare anche lunghe fasi. L’estate, quindi, potrebbe lasciare ancora qualche traccia, ma l’autunno è pronto a cambiare lo scenario.


