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Ucraina, Zelensky fa pressing su Trump e Macron: missili e aiuti per affrontare il quinto inverno di guerra

Pubblicato: 22/09/2026 21:42

Ucraina, il quinto inverno di guerra si avvicina e Volodymyr Zelensky arriva all’Assemblea generale delle Nazioni Unite con una richiesta precisa: più sistemi di difesa aerea, più missili intercettori e maggiore assistenza energetica per proteggere il paese nei mesi più freddi. Alla vigilia del suo intervento al Palazzo di Vetro, il presidente ucraino ha concentrato la giornata su due incontri chiave, prima con Emmanuel Macron e poi con Donald Trump.

L’obiettivo di Kiev è rafforzare la capacità di difendere città, infrastrutture e rete energetica dai bombardamenti russi, mentre il conflitto entra in una nuova stagione invernale. Zelensky intende inoltre chiedere ai partner di continuare a esercitare pressione politica ed economica su Mosca per arrivare a una soluzione della guerra.

Zelensky e Macron, al centro difesa aerea e inverno

Nel colloquio con Emmanuel Macron, Zelensky ha discusso soprattutto del pacchetto di sostegno per l’inverno e della necessità di rafforzare ulteriormente la difesa aerea ucraina. Kiev e Parigi stanno lavorando alla possibilità di fornire ulteriori sistemi SAMP/T e missili intercettori, utilizzando anche le risorse finanziarie disponibili attraverso i programmi europei di sostegno all’Ucraina.

Il presidente ucraino ha inoltre confermato che prosegue il lavoro per produrre in Ucraina alcuni sistemi di difesa aerea e i relativi missili. Un altro capitolo riguarda il programma antibalistico FREYJA, sviluppato insieme ai partner europei e destinato a migliorare la capacità di intercettare missili balistici russi. Secondo Zelensky, i primi risultati concreti potrebbero arrivare già entro la fine dell’anno.

La protezione del sistema energetico resta una delle priorità assolute di Kiev. Negli ultimi anni la Russia ha ripetutamente colpito centrali, reti elettriche e altre infrastrutture critiche, trasformando la capacità dell’Ucraina di superare l’inverno in uno dei fronti strategici del conflitto.

Il faccia a faccia con Trump

Ancora più atteso il colloquio con Donald Trump, arrivato dopo il discorso del presidente americano davanti all’Assemblea generale dell’Onu. Trump ha ribadito di voler arrivare a una soluzione della guerra, sostenendo che Russia e Ucraina sarebbero ormai logorate da un conflitto che continua da anni.

“La pace tra Russia e Ucraina si farà prima di quanto si pensi”, ha dichiarato il presidente statunitense nel suo intervento, aggiungendo che Vladimir Putin deve porre fine alla guerra. Prima dell’incontro con Zelensky, Trump ha continuato a mostrarsi fiducioso sulla possibilità di trovare una via d’uscita diplomatica.

Il clima del bilaterale è apparso disteso. Il presidente americano ha sottolineato il valore della resistenza ucraina e ha parlato di un rapporto stretto con Zelensky, mentre il leader di Kiev ha ringraziato Washington per il sostegno ricevuto. I toni sono apparsi molto diversi rispetto alle tensioni che avevano caratterizzato alcuni precedenti incontri tra i due presidenti.

Kiev chiede ancora Patriot e missili intercettori

La priorità militare dell’Ucraina resta comunque la difesa dai missili balistici e dai droni russi. Zelensky ha ribadito anche durante gli incontri con una delegazione bipartisan di senatori statunitensi che i sistemi americani Patriot continuano a essere indispensabili e che Kiev ha bisogno di un numero maggiore di intercettori.

Secondo la presidenza ucraina, una maggiore capacità di difesa antibalistica avrebbe un doppio effetto: ridurre le vittime civili e rendere meno efficace la strategia russa degli attacchi contro le infrastrutture. Per Kiev, ogni nuovo sistema e ogni missile intercettore rappresentano quindi una parte essenziale della strategia per affrontare l’inverno.

Parallelamente prosegue il lavoro sul programma FREYJA, che punta a costruire nel medio periodo una capacità europea e ucraina più autonoma contro le minacce balistiche.

Mosca attacca Zelensky

Da Mosca, intanto, è arrivata una lettura completamente diversa della situazione. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha sostenuto che le recenti aperture di Zelensky sul cessate il fuoco sarebbero legate, secondo la Russia, al peggioramento della situazione economica e militare dell’Ucraina.

Si tratta della posizione del Cremlino, contestata da Kiev, che continua invece a sostenere che qualsiasi accordo debba prevedere garanzie di sicurezza concrete e non possa limitarsi a congelare il conflitto senza impedire nuove offensive russe.

Sul terreno, nel frattempo, gli attacchi continuano. Nelle ultime ore Russia e Ucraina si sono scambiate nuovi raid, con bombardamenti russi contro diverse regioni ucraine e attacchi di Kiev contro infrastrutture energetiche in territorio russo.

Nuove truppe americane in Lituania

Mentre Zelensky incontra Trump a New York, dagli Stati Uniti arriva anche un nuovo segnale sul fronte orientale della Nato. Il presidente lituano Gitanas Nauseda ha annunciato l’arrivo di una nuova rotazione di militari americani in Lituania.

Il numero esatto dei soldati non è ancora stato comunicato, ma secondo Vilnius il contingente non dovrebbe essere inferiore a quello precedente. Dal 2019 gli Stati Uniti mantengono a rotazione nel Paese fino a circa mille militari, principalmente appartenenti a unità corazzate.

“La presenza militare statunitense in Lituania è parte integrante della nostra deterrenza e difesa collettiva”, ha sottolineato Nauseda, ringraziando Trump e l’amministrazione americana. Il messaggio è rivolto soprattutto a Mosca: nonostante le discussioni sulla redistribuzione delle forze statunitensi in Europa, Washington continua a mantenere una presenza militare significativa sul fianco orientale dell’Alleanza.

Il timore per il prossimo inverno

Per Kiev, però, il problema più urgente resta il prossimo inverno. Le autorità ucraine temono che la Russia possa intensificare ancora una volta gli attacchi contro centrali elettriche, reti di distribuzione, depositi di gas e altre infrastrutture strategiche nel tentativo di aumentare la pressione sulla popolazione.

Per questo Zelensky sta cercando di ottenere non soltanto sistemi antiaerei e missili, ma anche risorse per garantire forniture energetiche, scorte di gas e apparecchiature da utilizzare rapidamente in caso di nuovi danni alla rete.

Il presidente ucraino considera la capacità di superare l’inverno una parte integrante della resistenza del Paese. La richiesta agli alleati è quindi di anticipare le mosse russe, aumentando le forniture prima che le temperature scendano e gli attacchi contro il sistema energetico possano diventare più difficili da gestire.

La partita diplomatica al Palazzo di Vetro

La presenza contemporanea a New York di Zelensky, Trump e numerosi leader europei offre anche una nuova occasione diplomatica. Il presidente americano continua a sostenere di poter trovare una soluzione al conflitto, mentre Kiev insiste sulla necessità che qualsiasi negoziato sia accompagnato da forti garanzie di sicurezza.

La distanza tra le posizioni di Russia e Ucraina resta però ampia. Mosca continua a rivendicare i propri obiettivi territoriali e strategici, mentre Kiev chiede il rispetto della propria sovranità e misure capaci di impedire una nuova aggressione in futuro.

Per Zelensky, quindi, la missione al Palazzo di Vetro ha due obiettivi paralleli: mantenere alta la pressione diplomatica sulla Russia e assicurarsi che l’Ucraina disponga delle armi e delle risorse necessarie per affrontare un altro inverno di guerra.

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