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“No, tu non sali”. Autista lascia a terra ragazzina, poi la scoperta: perché l’ha fatto

Pubblicato: 29/09/2026 13:27

Un viaggio di ritorno che si trasforma in un episodio destinato a essere chiarito dalle autorità. Una ragazza di 14 anni, in possesso di un regolare biglietto, sarebbe stata lasciata a terra mentre attendeva il mezzo pubblico insieme agli altri passeggeri. A raccontare l’accaduto è la famiglia, che ha deciso di chiedere chiarimenti dopo quanto sarebbe avvenuto durante il servizio.

La vicenda ruota attorno alle parole che, secondo il racconto della giovane, sarebbero state pronunciate dall’autista prima della partenza. Un episodio che ha portato la famiglia a rivolgersi ai carabinieri e a un legale, mentre la segnalazione è stata presa in carico anche dalla Rete regionale contro le discriminazioni.
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La partenza negata

L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di domenica 27 settembre nei pressi della stazione ferroviaria di Fossano, in provincia di Cuneo. La ragazza, di origine marocchina, avrebbe dovuto utilizzare un autobus della Stat, l’azienda incaricata del servizio sostitutivo per Trenitalia, per raggiungere Cuneo.

La 14enne aveva acquistato il biglietto di viaggio e, secondo quanto riferito, si trovava quindi nelle condizioni previste per salire a bordo. Al momento della partenza, però, l’autista le avrebbe impedito di salire.

Secondo il racconto della ragazza, l’uomo le avrebbe detto: “Su questo autobus non sali, faccio salire solo gli italiani”. Dopo la frase, che la giovane avrebbe interpretato come un rifiuto legato alle sue origini, il conducente sarebbe ripartito lasciandola alla fermata.

La ragazza è quindi rimasta a terra nonostante fosse munita di un regolare titolo di viaggio. Per permetterle di tornare a casa, è intervenuto il fratello, di 28 anni, che l’ha raggiunta e accompagnata.

Il confronto con l’autista

La vicenda non si è però conclusa con la partenza del primo autobus. La ragazza e il fratello hanno atteso il successivo passaggio del mezzo con l’intenzione di chiedere spiegazioni direttamente all’autista.

Durante il confronto, secondo quanto riferito, il conducente ha respinto l’accusa di razzismo. L’uomo avrebbe sostenuto che la 14enne avesse compreso o interpretato in maniera errata le sue parole.

A quel punto il fratello della ragazza ha deciso di coinvolgere le forze dell’ordine. Sono stati quindi allertati i carabinieri, mentre la famiglia si è rivolta anche a un avvocato per affrontare la vicenda.

La ricostruzione dell’accaduto resta dunque legata alle diverse versioni fornite dalle persone coinvolte. Da una parte c’è il racconto della 14enne, che riferisce di essere stata esclusa dal viaggio attraverso una frase esplicitamente riferita alla nazionalità; dall’altra quella dell’autista, che nega di aver pronunciato le parole nel significato attribuito dalla ragazza.

La segnalazione alla Rete contro le discriminazioni

La vicenda è stata segnalata anche alla Rete regionale contro le discriminazioni, che ha preso in carico il caso.

Sulla storia è intervenuta inoltre la consigliera regionale di AVS Giulia Marro, che ha definito quanto denunciato dalla ragazza una “discriminazione gravissima”.

La consigliera ha chiesto che venga fatta chiarezza sul comportamento tenuto durante il servizio sostitutivo e ha rivolto un appello alle aziende coinvolte: “Trenitalia e l’azienda che gestiva il servizio sostitutivo chiariscano rapidamente quanto accaduto e, se i fatti saranno accertati, assumano tutti i provvedimenti conseguenti”.

Al centro della vicenda rimane quindi l’accertamento di quanto avvenuto a Fossano. La ragazza sostiene di essere stata lasciata a terra nonostante il possesso del biglietto e attribuisce all’autista una frase legata alla sua origine. Il conducente, secondo quanto riferito, contesta invece questa ricostruzione.

Saranno ora gli accertamenti a dover chiarire la dinamica dell’episodio e a stabilire cosa sia effettivamente accaduto a bordo e alla fermata nei pressi della stazione ferroviaria.

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