
È un botta e risposta a distanza quello andato in scena tra Elly Schlein e Giorgia Meloni, dopo l’intervento della segretaria del Pd alla Direzione nazionale dem al Nazareno. Al centro dello scontro ci sono il bilancio dell’azione del governo e una sfida lanciata nei giorni scorsi dalla presidente del Consiglio alla leader dell’opposizione. La replica di Meloni è arrivata poco dopo sui social, con un messaggio durissimo nei toni.
Schlein ha infatti ripreso una frase pronunciata da Meloni a Bari, durante le celebrazioni per la lunga permanenza dell’attuale esecutivo a Palazzo Chigi. La premier aveva ironizzato sugli attacchi dell’opposizione, rivolgendosi direttamente alla segretaria dem: «Se non trovi argomenti veri per attaccarci, te li passo sottobanco». Una provocazione alla quale Schlein ha deciso di rispondere utilizzando proprio i dati economici e sociali come terreno di confronto.
«Siccome Giorgia Meloni recentemente mi ha chiesto di dirle una cosa vera, io gliene sto dicendo 10 coi numeri alla mano perché i numeri sono testardi e non sono di sinistra», ha detto la segretaria del Pd. Da qui è partita una lunga serie di contestazioni rivolte all’esecutivo, a partire dalla pressione fiscale. Secondo Schlein, nonostante le promesse di riduzione delle tasse, il Paese avrebbe raggiunto il livello più alto degli ultimi dodici anni.

La leader dem ha poi spostato il focus sulle condizioni economiche delle famiglie, citando salari, costo dell’energia e povertà. «Abbiamo gli stipendi tra i più bassi d’Europa e il costo dell’energia all’ingrosso più caro d’Europa», ha sostenuto Schlein, aggiungendo che quasi sei milioni di persone vivrebbero in condizioni di povertà assoluta. Nel suo intervento ha richiamato anche il tema della sanità, sostenendo che milioni di italiani rinuncino alle cure a causa delle liste d’attesa o perché non possono permettersi le spese necessarie.
Un altro capitolo della relazione ha riguardato la natalità, tema sul quale il governo ha concentrato una parte significativa della propria comunicazione politica. Schlein ha citato il dato delle nascite del 2025, indicandolo come il più basso dal dopoguerra, e ha collegato il calo demografico a una serie di fattori economici e sociali: precarietà del lavoro, bassi redditi, difficoltà nell’accesso alla casa, carenza di asili nido e penalizzazioni per le madri lavoratrici.
Secondo la segretaria del Pd, dunque, la diminuzione delle nascite non sarebbe riconducibile semplicemente a un cambiamento dei valori o delle scelte individuali, ma anche alle condizioni materiali nelle quali si trovano soprattutto giovani e donne. «La stabilità quando si trasforma in immobilismo vuol dire che i nodi vengono al pettine», ha affermato, utilizzando questa formula per contestare il bilancio dei quattro anni di governo.
La conclusione dell’intervento di Schlein è stata particolarmente netta: «Più tasse, più debito, caro vita alle stelle, stipendi bassi e nessuna crescita, questa è l’eredità che lasciano». Un giudizio politico complessivo sull’operato dell’esecutivo, costruito attraverso una serie di indicatori economici e sociali che la leader dem ha portato all’attenzione della Direzione del partito.
La risposta di Giorgia Meloni non si è fatta attendere. La presidente del Consiglio ha affidato ai social la propria replica, tornando proprio sulla tempistica dell’intervento di Schlein. «Elly Schlein risponde oggi a una domanda che le ho fatto quasi due settimane fa», ha scritto la premier, aggiungendo con tono ironico: «Con questi ritmi ce la vedo bene a risolvere i problemi degli italiani».
Meloni ha quindi contestato nel merito le affermazioni della segretaria dem, chiudendo il suo messaggio con una frase altrettanto netta: «P.S. Ah, e ovviamente lo fa elencando dieci falsità». Il confronto tra le due leader si sposta così sui numeri e sulla loro interpretazione: da una parte Schlein utilizza gli indicatori economici e sociali per contestare il bilancio del governo, dall’altra Meloni respinge quelle ricostruzioni e accusa l’opposizione di presentare dati falsi. Un nuovo capitolo dello scontro politico tra maggioranza e Pd, con economia, salari, sanità e natalità al centro del confronto.


