
La Supermedia YouTrend/Agi fotografa un quadro politico ancora favorevole al centrodestra, ma con movimenti interessanti nelle intenzioni di voto. Fratelli d’Italia sale al 26,8%, guadagnando lo 0,2%, mentre il Partito Democratico registra il dato più negativo della rilevazione e scende al 20,4%, perdendo lo 0,7%. Cresce invece il Movimento 5 Stelle, che raggiunge il 12,8% con un progresso dello 0,3%. I dati si riferiscono alla rilevazione pubblicata il 1° ottobre 2026 e confrontata con quella del 17 settembre.
Alle spalle dei primi tre partiti si conferma Futuro Nazionale, la formazione di Roberto Vannacci, stabile al 7,7%. Non si muove nemmeno Forza Italia, al 7,4%, mentre Alleanza Verdi e Sinistra arretra leggermente al 6,3%. La Lega sale invece al 5,7%. Più indietro Azione al 3,2%, Italia Viva al 2,2%, +Europa all’1,7%, Partito Liberaldemocratico all’1,3% e Noi Moderati all’1,1%.
Il dato più significativo sul fronte della maggioranza riguarda dunque la tenuta di Fratelli d’Italia, che resta appena sotto la soglia del 27% dopo quattro anni di legislatura. Il partito guidato da Giorgia Meloni continua a rappresentare con largo margine la principale forza politica italiana, nonostante il contesto economico e il peso delle difficoltà legate al costo della vita. Il piccolo incremento dello 0,2% conferma una sostanziale stabilità del consenso.

Di segno opposto il risultato del Pd, che perde sette decimi e scende al 20,4%. È la variazione più pesante della rilevazione e riduce ulteriormente la distanza dal Movimento 5 Stelle, che invece guadagna terreno. Il 12,8% dei pentastellati potrebbe indicare una capacità di recupero del partito di Giuseppe Conte, anche se il distacco dal Pd resta ancora significativo.
Un altro elemento da osservare è la frenata di Futuro Nazionale. Il partito di Roberto Vannacci resta al 7,7%, ma interrompe la progressione che sembrava poterlo portare rapidamente verso la doppia cifra. La sua posizione rimane comunque decisiva nei possibili equilibri del centrodestra, soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche.
Sul fronte centrista si segnala invece la crescita del Partito Liberaldemocratico, che raggiunge l’1,3%. Il risultato porta la formazione guidata da Luigi Marattin stabilmente nelle rilevazioni sopra la soglia dell’1%. Il dato resta naturalmente lontano dai livelli delle principali forze, ma assume un peso diverso quando si ragiona in termini di alleanze e di possibile composizione delle coalizioni.
Ed è proprio sulle coalizioni che il quadro diventa più interessante. Nella configurazione tradizionale, il centrodestra formato da FdI, Forza Italia, Lega e Noi Moderati arriverebbe al 41%, contro il 39,5% del Campo largo nella sua versione base, composto da Pd, M5S e Avs. Un vantaggio di un punto e mezzo che, sulla carta, conferma la prevalenza della maggioranza.
Ma basta cambiare la composizione degli schieramenti perché gli equilibri si modifichino sensibilmente. Con l’ingresso di Vannacci, il centrodestra salirebbe infatti al 48,7%. Dall’altra parte, un Campo largo allargato a Italia Viva e +Europa arriverebbe al 43,4%. Sono simulazioni che non comprendono le forze sotto l’1%, ma rendono evidente quanto possa essere determinante la capacità di costruire alleanze competitive.
Il vero tema, in vista del 2027, non è quindi soltanto chi guida le singole classifiche, ma chi riuscirà a mettere insieme una coalizione abbastanza larga da trasformare i consensi in una maggioranza. A destra si discute dell’eventuale ingresso di Vannacci, con il rischio di creare tensioni con l’area moderata rappresentata da Tajani e Lupi. A sinistra, invece, resta aperto il confronto tra Elly Schlein e Giuseppe Conte sulla leadership e sul programma del Campo largo. E mentre i numeri fotografano il presente, la partita sulle alleanze è già cominciata.


